Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • La strada è di tutti, era il titolo di un episodio de I mostri, un vecchio film di Dino Risi. Era un titolo ironico: nel film Gassman prima se la prendeva con gli automobilisti che non lo lasciavano attraversare sulle strisce e poi si metteva a fare il pazzo a bordo della sua auto.

    Risate amare, ma quello era un film. Nella realtà le cose sono molto serie, gli infortuni causati dal dissesto stradale sono aumentati nel nostro paese: avvengono soprattutto in città, e se qualcuno si fa male, o muore in seguito a una caduta o a un incidente, quando c’è di mezzo il cattivo stato di manutenzione della strada, sono responsabili gli amministratori e i dirigenti degli uffici tecnici del comune.  

    Oggi ne abbiamo parlato con Sandro Salvati, presidente della fondazione Ania per la sicurezza stradale, e con il prof. Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano.

    Dalla parte dei cittadini c’è una sentenza, la 13775/11 della Corte di Cassazione: se una persona è vittima di un infortunio a causa di un dissesto stradale, sarà responsabile anche penalmente per lesioni colpose il funzionario comunale responsabile della manutenzione stradale, perché non ha fatto riparare la strada, e non ha neppure segnalato il pericolo. Vuol dire che se un cittadino si fa male a causa di una buca o di una bolla d’asfalto sulla strada, si può rivalere sul comune proprietario di quella strada.

    Il fatto è avvenuto ad Acqui Terme (Alessandria), la Cassazione ha solo convalidato una sentenza per lesioni colpose nei confronti di un dirigente dell’amministrazione comunale, per non aver provveduto a far risistemare il manto stradale né a segnalare adeguatamente una bolla sull’asfalto: in quella bolla era inciampata una signora.

    Ma i soldi ci sono?

    Le amministrazioni comunali non hanno fondi a sufficienza per finanziare la manutenzione stradale. Secondo il prof. Marco Ponti, che si occupa di economia dei trasporti, spesso gli enti locali preferiscono spendere per opere pubbliche più vistose della manutenzione ordinaria delle strade. Poi c’è la crisi, che ha determinato il taglio dei trasferimenti agli enti locali, per cui arrivano meno soldi alle amministrazioni comunali. Ma c’è anche un paradosso di legge, quello che pone limiti alla politica economica dei comuni, ad esempio. Non ci si può indebitare più di tanto, ma anche non si può spendere più di tanto.

    Come abbiamo documentato, a Reggio Emilia, dove pure ci sarebbero 10/12 milioni di euro da spendere per le strade, il sindaco non può far partire i lavori perché deve rispettare il tetto di spesa, e i cittadini continuano a inciampare sulle vecchie pietre della via Emilia.

    Se vi chiedete perché si creano le buche, la risposta è abbastanza scontata. Spesso i lavori stradali non vengono fatti a regola d’arte, le ditte scrivono sul capitolato d’appalto che gratteranno una certa quantità di asfalto, e poi lasciano quasi intatto lo strato vecchio e fanno un rappezzo che salta alla prima pioggia violenta. Oppure risparmiano sulla qualità dei materiali. Ma chi controlla? E’ molto difficile risalire alle responsabilità, secondo  Sandro Salvati dell’Ania, perché gli enti spesso si rimpallano le competenze e alla fine tutto si perde nella nebulosa della burocrazia. “l’Italia è il paese delle buche del giorno dopo”, dice Salvati. Si corre ai ripari quando il danno è già avvenuto. E non si risolve il problema in modo strutturale.  

    Che cosa si può fare per documentare un infortunio causato da un dissesto o da una buca stradale?

    Intanto si deve stabilire un nesso causale tra il danno e il dissesto della strada. Va bene fare delle foto col telefonino, bisogna chiamare la polizia stradale, raccogliere le testimonianze di persone presenti, e in caso di lesioni ci vuole il referto del Pronto Soccorso. Tutto va inoltrato agli uffici competenti dell’ente proprietario o “custode” della strada.

    La fondazione Ania ha creato il sito Blackpoint dove sono segnalate tutte le zone dissestate o pericolose della nostra rete stradale. Molto arriva grazie alle segnalazioni. Si può aggiornare il navigatore satellitare con le indicazioni di punti a rischio… per segnalare un blackpoint collegatevi al sito www.smaniadisicurezza.it.

    Anche oggi abbiamo imparato che il lavoro di cittadini lo dobbiamo fare in prima persona.

  • 5 Commenti

    WP_Modern_Notepad
    • Puntata interessante e ricca di spunti anche secondo me.

      Ne approfitto per complimentarmi per la trasmissione e in particolar modo con la sua garbata e competente conduttrice Maria Rosaria De Medici: una boccata d’aria sana in questa tv inquinata da dilettantismo e caciaronaggine.

    • + PISTE CICLABILI> + BICICETTE > – MACCHINE > – TRAFFICO> + PARCHEGGI> + VIVIBILITA’
      ecco una soluzione

    • Purtroppo oltre alla mancata manutenzione delle strade a Roma scontiamo anche la mancata manutenzione delle piste ciclabili e degli attraversamenti pedonali e ciclabili con grave rischio per le persone.

      marco

    • Ho seguito con piacere la puntata di oggi sulle strade… Non curate dagli amministratori… Il fenomeno riguarda tutta l’Italia. Io vivo in Campania, in provincia di Salerno. In questa regione, gli amministatori comunali, provinciali, regionali, statali non si occupano più di niente… strade bucate, sporche, luride, così come giardini pubblici e tutto il resto… Le autostrade sono pulite e la tratta Nocera- Salerno, della Salerno- Napoli è invece vuota. Il pedaggio e di
      di 2€. Il che vuol dire che per fare pochi KM, la distanza da Nocera a Cava dei Tirreni, bisogna pagare 2€.

    • alessandro scrive:

      la puntata di oggi è stata interessante ,concordo con gli ospiti che hanno partecipato ,si lavora poco per la manutenzione ordinaria ,per poi spendere molto di più con la manutenzione straordinaria ,dalla mia esperienza personale qualche anno fà ,lavorando per la provincia di brescia con la cooperativa ,il capo cantiere di alcune strade del bresciano ci mandava in continuazione a tappare le buche ,sotto la pioggia, per diversi anni ,e tutte le volte gli dicevo :che in molti punti c’era da rifare il manto stradale perchè ormai era troppo rovinato e il lavoro che facevamo era pressochè inutile e pericoloso ,la risposta non me la dava però in compenso mi guardava e mi faceva capire di farmi gli affari miei ,non so come mai ma ho litigato di brutto con questo capo cantiere ,ciao a tutti

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