Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Fa ingrassare? O magari è un antidepressivo? Ma può creare dipendenza? Può essere causa del mal di testa? Quante di queste cose sono vere, quante sono luoghi comuni? Oggi abbiamo parlato di cioccolata, e avevamo a disposizione due esperti: in studio a Roma la nutrizionista Anna D’Eugenio e il maestro cioccolataio Guido Castagna, in diretta dal suo laboratorio di Giaveno, vicino a Torino.

    Per dirla tutta, sin dal giorno di Pasqua avevamo portato un po’ di cioccolata in redazione, e ne abbiamo mangiata, naturalmente per approfondire l’argomento: quel che si dice “dentro la notizia”! A parte gli scherzi, oggi mangiare cioccolata è alla portata di tutti, ma non è stato sempre così.

    Due scene che raccontano la storia

    La cioccolata non è nata come alimento democratico, accessibile a tutti…

    Recitativo di Despina da “Così fan tutte” di W.A. Mozart “Ah che vita maledetta…”

    Un’opera di W.A.Mozart su libretto del poeta L.Da Ponte, Così fan tutte, descrive in una sola immagine come la cioccolata segnasse la distanza tra le classi sociali alla fine del ‘700. In scena c’è una cameriera, Despina, che ha preparato per la colazione della padrona una bevanda di cioccolato, e in attesa di servirla si lamenta del fatto che lei non può neppure assaggiarla, perché la cioccolata è riservata agli aristocratici, e lei, Despina, è solo una cameriera… Non è un caso che l’opera sia ambientata a Napoli, in quegli anni governata dai Borbone, un ramo di origine spagnola.

    Proprio gli spagnoli avevano portato in Europa la cioccolata, l’avevano scoperta in Messico.

    Credits: Lienzo de Tlaxcala , Facsimile, n.p., ca. 1890  Dal sito: bancroft.berkeley.edu

    Ecco un’altra immagine: si tramanda che nel ‘500 i conquistadores spagnoli di Cortez trovarono il sovrano azteco Montezuma che beveva una cioccolata a colazione. Quella però era una bevanda amara, in nulla simile alle nostre cioccolate calde da bar, se non nell’ingrediente di base: le fave di cacao.

    Cosa c’è in un cioccolatino?

    Dopo alcuni secoli di evoluzione dei gusti e delle produzioni, sapete che cosa mangiamo veramente quando scegliamo specialità a base di cioccolata? Da qualche anno ci sono regole europee che consentono l’utilizzo di grassi vegetali fino al 5%, oltre al tradizionale burro di cacao, il grasso che si produce durante la lavorazione delle fave del cacao.

    I produttori italiani artigianali, racconta il cioccolataio Guido Castagna, hanno scelto di non usare grassi vegetali. E incontrano il favore del pubblico. Oggi il consumo di cioccolata artigianale è in crescita. In parte è una moda, si sceglie il cru della cioccolata come il terroir del vino, ma senz’altro è cresciuta anche l’attenzione al controllo della qualità dei prodotti da parte dei consumatori.

    A proposito, sapete come si legge un’etichetta? Innanzitutto si va dall’ingrediente presente in maggiore quantità, che deve essere indicato per primo, in ordine decrescente fino a quello più scarso. Ad esempio ci deve essere scritto: fave di cacao o massa di cacao (quando leggiamo che la cioccolata è amara al 70%, vuol dire che c’è il 70% di cacao), poi zucchero (meglio se è di canna), quindi burro di cacao eventualmente addizionato, e al quarto posto altri grassi meno nobili (come oli vegetali, grassi idrogenati). La nutrizionista Anna D’Eugenio consiglia di evitare cioccolata che contenga questi grassi, che danneggiano le arterie e fanno aumentare il colesterolo.

    E ora torniamo alle domande inziali, che abbiamo posto alla dottoressa D’Eugenio.

    Il cioccolato fa ingrassare? Senz’altro sì, se si supera la quantità pari a un cioccolatino al giorno. Inoltre conviene mangiarlo al mattino, se vogliamo bene al nostro fegato. E magari con un po’ di pane, che ci aiuta ad amplificare i benefici della serotonina, specialmente se siamo impegnati a scuola o in un lavoro di tipo “intellettuale”. Devono evitare il più possibile la cioccolata quanti soffrono di problemi gastrici o epatici, e i diabetici.

    E’ un antidepressivo? In un certo senso lo è, aiuta a tenere su il tono e l’umore.
    Può creare una certa dipendenza perché contiene acidi grassi che aumentano la produzione di un cannabinoide, ecco perché abbiamo voglia di mangiarne ancora (a parte che è buono!).

    Fa venire l’emicrania a chi ne soffre abitualmente, o in soggetti allergici ad altri alimenti.

    Aiuta chi fa sport ma fa venire sete, quindi prima di allenarvi meglio evitare, mangiatene dopo. E per lo stesso motivo niente cioccolatini prima di un concerto per i cantanti, o prima di una lezione o di una conferenza per i professori….
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