Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Alle volte sotto una facciata forte si nasconde una debolezza insospettata. E quello che ci dovrebbe sostenere improvvisamente cede. Tutto sembrava a posto fino a un momento prima, un attimo dopo tutto è in frantumi.

    Così anche le ossa, le parti resistenti del nostro corpo, che tengono insieme il resto, possono perdere densità, piano piano, progressivamente nel corso di decenni. Non ce ne accorgiamo, poi un dolore, una caduta banale, e improvvisamente una frattura. La causa di questa debolezza si chiama osteoporosi, una malattia che provoca la riduzione della massa ossea. La densità dello scheletro diminuisce, le ossa diventano delicatissime, fragili come cristallo.

    Oggi abbiamo cercato di sfatare alcune false credenze su una malattia, l’osteoporosi, molto più diffusa di quanto si pensi, perché raramente diagnosticata. Ci hanno aiutato i nostri ospiti, la Prof. Maria Luisa Brandi, che all’ospedale Careggi di Firenze dirige l’unità malattie del metabolismo minerale e osseo, e il Prof. Giorgio Annoni, geriatra, docente all’Università Bicocca di Milano.

    Primo: prendersi cura di sé

    I principali problemi della diagnosi e cura dell’osteoporosi sono legati alla scoperta tardiva della malattia e alla scarsa attenzione alle terapie. I pazienti sono soprattutto anziani, e fanno fatica a introdurre cambiamenti nel loro stile di vita. Quindi di fronte a un dolore alla schiena spesso non pensano di fare un esame come la MOC, mineralometria ossea computerizzata, che serve a misurare la densità delle ossa. E spesso per questo si arriva alla frattura, che comporta notevoli problemi per l’ammalato e i suoi familiari.

    Anche dopo la diagnosi, ci sono le terapie da seguire, ma secondo la prof. Maria Luisa Brandi circa il 40% delle persone in cura abbandona la terapia. Gli anziani hanno difficoltà a seguire le prescrizioni, per questo il prof. Giorgio Annoni nella sua esperienza di geriatra preferisce le terapie semplici. Si aspettano buoni risultati da una cura basata su un nuovo farmaco che aiuta ad aumentare la densità minerale delle ossa, e che si somministra sotto forma di due iniezioni sottocute all’anno.

    Secondo: attenzione ai sintomi

    La storia personale e familiare può predisporre all’osteoporosi. Prima di arrivare alla Moc, che è consigliabile dopo i 65 anni, si può prestare ascolto ai segnali che il corpo ci manda. Un dolore alla schiena può essere causato da una frattura vertebrale, difficile da scoprire. Quello che deve farci insospettire è anche una postura della schiena troppo curva in avanti, o la riduzione di 3-4 cm di statura.

    Terzo: cambiare vita

    Chi soffre di osteoporosi si può curare. Oltre alle terapie è lo stile di vita a dover cambiare. Anche se è vero che per formarsi uno scheletro forte si devono mangiare alimenti ricchi di calcio sin da giovani, dopo una certa età, e in presenza di osteoporosi diagnosticata da uno specialista si devono assumere calcio, dietro prescrizione del medico, e vitamina D, che per essere assorbita ha bisogno dei raggi solari. Quindici minuti al giorno di esposizione al sole sono sufficienti per un anziano, dice il prof. Annoni, ma il geriatra consiglia prudenza per non subire i danni del sole. Fa bene il movimento leggero, bastano anche 20 minuti al giorno per un settantenne, camminare, salire o scendere le scale, anche il ballo, secondo le ricerche della prof. Brandi, fa molto bene: aiuta a mantenere una postura controllata. Poi vanno evitati i pericoli in casa: tappeti, pesi da sollevare, pavimenti passati a cera, tutto quello che mette a rischio di cadute. Evitare di piegare il busto in avanti perché le vertebre possono danneggiarsi. Meglio piegarsi sulle ginocchia, basta un po’ di allenamento…

    Non è vero che…

    la Moc ha controindicazioni: la possono fare tutti, su consiglio del medico.

    una volta diagnosticata, l’osteoporosi resta stabile: può peggiorare col tempo, se non si segue una terapia.

    chi soffre di osteoporosi non può soffrire di artrosi. Sono due malattie diverse, vanno curate entrambe.

    chi si ammala non può migliorare. Basta seguire la cura adeguata per avere risultati.

    Quando scopriamo una fragilità, e la curiamo, diventiamo sempre un po’ più forti.

  • Un commento

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    • adamariani scrive:

      perchè oltre al bagno con o senza doccia, internet ecc. non hanno chiesto se si paga il canone?

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