Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Vogliamo mettere da parte i dati ufficiali, per una volta, e fare un esperimento sul campo? O meglio, per strada? Allora andiamo virtualmente a passeggio per le strade di Roma, e guardiamoci intorno. Turisti a parte, quanti stranieri vedete sui mezzi pubblici, nei negozi, negli uffici della nostra capitale? E adesso prendiamo un aereo e facciamo due tappe, diciamo Parigi e Londra, molti ci saranno andati per un week-end almeno una volta, e anche quelli che non ci sono mai andati avranno visto immagini di repertorio nei telegiornali, o su internet… e allora: ci sono più stranieri in percentuale rispetto ai nativi a Roma, o a Parigi e Londra, secondo voi? Dopo uno sguardo onesto nelle vie di queste grandi città possiamo tornare ai dati ufficiali: al primo posto per l’accoglienza degli stranieri c’è la Germania, al secondo la Francia, segue la Gran Bretagna. E L’Italia? è al quinto posto in Europa, dopo la Spagna.  

    L’accoglienza degli stranieri  era il nostro tema di oggi, ne abbiamo parlato con Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e con Jean René Bilongo della Cgil.

     

    Pensate all’ultima ondata di arrivi, siamo a trentamila persone. Nel 2008 ne erano arrivate trentaseimila. Ma questa volta ci sono sembrate molte di più, soprattutto viste da lontano, attraverso la lente dei racconti drammatizzati di “esodi biblici”.

    Spiega Laura Boldrini: “quanto a potenziali rifugiati ci sono 8.000 persone scappate dalla Libia: eritrei, somali, sudanesi, ivoriani, che erano già fuggiti dai loro paesi di origine ma che non erano più al sicuro neppure in Libia. Gli altri 24.000 sono tunisini.”

    I tunisini, arrivati a Lampedusa nell’ultimo mese hanno un permesso temporaneo di circolazione sul territorio italiano, e quasi tutti lo usano per arrivare a Ventimiglia e prendere il treno per la Francia. “E’ lì che vogliono andare, perché hanno parenti e amici in Francia, – spiega Jean René Bilongo – e anche perché sanno che in quel paese il meccanismo per ottenere la cittadinanza è più facile che da noi.”

    Si dicono tante cose, in queste settimane. Si fanno scenari di ogni tipo, però succedono anche fatti concreti, che producono conseguenze.

    L’Unione Europea prende in esame la possibilità di sospendere in parte le regole del trattato di Schengen sulla libera circolazione: per tutti, europei ed extra europei, quindi anche per noi italiani, vorrebbe dire presentare i documenti alle frontiere con gli altri paesi dell’Unione. L’Italia studia un decreto sui rimpatri, dopo che la Corte di Giustizia europea ha accolto il ricorso di un immigrato finito in carcere perché reo di clandestinità. La carcerazione immediata in caso di ingresso irregolare è contraria alla Direttiva europea sui rimpatri: questo è il punto sul quale la Corte di Giustizia boccia la legge italiana e chiede al nostro paese di uniformarsi. Che cosa succederà adesso? “Quello che sta già succedendo – dice Bilongo – è che molti immigrati finiti in carcere stanno facendo ricorso contro la carcerazione, e i tribunali applicano la sentenza della Corte Europea.”

    Si parla molto della paura, e poco della dignità delle persone. Che in teoria sarebbe alla base dei principi di tutte le carte fondamentali dei paesi europei. Laura Boldrini fa notare che “l’80% dei rifugiati sono uomini e donne ospitati in paesi del sud del mondo, da noi arriva solo il 20%. E per tornare alla vecchia Europa, ecco la classifica dei paesi che nel 2009 hanno aperto le porte al maggior numero di persone in fuga dalla guerra: Germania, Gran Bretagna, Francia, Olanda. In Italia le Nazioni Unite hanno contato un rifugiato ogni mille abitanti.

    E per finire, ecco cosa c’è scritto all’art.10 della nostra Costituzione: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.”

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