Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • “Sarà una grande annata”. Questo   sentiamo ripetere da giorni, da settimane.

    Esperti di vino, produttori, enologi, sommelier:  tutti dicono che il 2011 sarà  ricordato per la   sua estate calda e  prolungata, che ha fatto  anticipare i tempi  della vendemmia e ha  concentrato il succo negli acini  d’uva. Il risultato sarà un vino straordinariamente ricco e  profumato.

    Per poter verificare di persona dovremo aspettare, perché anche la viticoltura, come ogni cosa, ha il suo tempo. Eppure non sarà facile, in tempo di crisi economica, riuscire a trovare la bottiglia giusta, quella che sia all’altezza delle nostre aspettative di qualità e a misura delle nostre tasche.

    E allora vi chiedo: come scegliete un vino al supermercato, all’enoteca o al ristorante? Siete affezionati e fedeli allo stesso vitigno, oppure amate sperimentare? Il vino è come la grande cucina, la moda o il design italiano, tutte cose che ci rendono famosi nel mondo. Ma quanto ne sappiamo davvero?

    Sui giornali si rincorrono commenti sul primato nella produzione mondiale, che era dell’Italia e adesso invece potrebbe passare alla Francia. Non è detto che questo sia un dato preoccupante: se al calo della produzione  si accompagna la difesa delle uve tipiche e dei territori, allora può migliorare la qualità del vino, con beneficio di produttori e consumatori.

    Per tornare alle nostre tasche: la stessa uva può dare vita a vini diversi se lavorata in modo differente,  con maggiore o minore invecchiamento, in acciaio o in legno, botti grandi o piccole. Sono scelte che i produttori fanno in cantina: a caratteristiche diverse corrispondono prezzi differenti. Non è vero che un vino che costa meno è necessariamente di qualità inferiore. Basta imparare a scegliere. Ci sono le guide, certo. Si può chiedere un consiglio. Ma la maggiore soddisfazione nasce da una sincera voglia di conoscere la storia dei territori e dei produttori, di aprirsi alle novità,  abbandonando preconcetti e luoghi comuni e diventando magari un po’ più curiosi.

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