Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • La crisi c’è, i consumi sono fermi, si taglia anche sui beni di prima necessità, e allora che fanno gli italiani? Si sono ridotti a vendere i gioielli di famiglia, ma nel vero senso della parola. I negozi che comprano oro hanno vissuto un boom negli ultimi mesi, quasi il 25% in più di licenze rilasciate nel 2011. E così si è scoperto che nelle nostre case avevamo accumulato decine di tonnellate di oro all’anno. Intendiamoci, si tratta di un calcolo medio, ci sono quelli che possono permettersi di comprare oro e scelgono di investire in un bene-rifugio, ma tanti non hanno scelta: sono indebitati al punto da vendere anche la catenina ricevuta in dono per la prima comunione.

    Sui compro oro si sono allungate le mani della criminalità organizzata, che ha trovato un affare redditizio e a scarsa “tracciabilità”, in assenza di una legge specifica. I negozi che spuntano a decine nelle grandi città possono essere intestati a prestanome incensurati, e poi utilizzati per “ripulire” i proventi di economie mafiose, il tutto senza lasciare traccia. L’oro viene acquistato e subito fuso in lingotti.

    Se avete dubbi sui compro oro chiedete all’Anopo (Associazione nazionale operatori professionali in oro). La trovate su qualsiasi motore di ricerca. Vi offre una lista di punti compro oro sicuri.

    Pesate i vostri oggetti prima di andare in cerca di uno di questi negozi, confrontate le offerte di vari compratori, controllare le quotazioni ufficiali e il cambio in euro, poi scremate dal valore dell’oro puro, quello grezzo, quotato sui mercati finanziari, la caratura reale del braccialetto che volete vendere. Controllate che la vostra identità venga registrata dal compratore, potete legittimamente sospettare di quanti non lo fanno. I compratori sono anche tenuti a pagare con assegno o altra forma tracciabile gli acquisti che superano i 2500 euro, se vi mettono in mano troppi soldi contanti anche voi rischiate una multa. Attenzione agli usurai travestiti da compratori d’oro, quelli che approfittano della vostra difficoltà e con fare “amichevole” vi propongono di riscattare il vostro oggetto a prezzo maggiorato, se accettate potete concorrere nel reato di usura.

    Se tra voi c’è qualcuno che invece volesse investire piccoli risparmi in oro, sappiate che ci sono operatori autorizzati dalla Banca d’Italia, e quelli sono gli unici. Chiedete consiglio a un professionista. Certo, potete trovare i distributori automatici di “lingottini” in alcuni aeroporti italiani, anche su internet ci sono molte offerte, ma tutto va verificato con cautela. Se poi vi sentite in vena di avventure, potete unirvi ai novelli zio Paperone che la domenica vanno a setacciare i torrenti tra la provincia di Biella e quella di Alessandria, in cerca di pagliuzze dorate. Non sarà il Klondike, ma insomma dà soddisfazione. Almeno così dicono.

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