Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • E’ uno di quegli alimenti che i nutrizionisti definiscono “completi” e finora non era stato mai messo in discussione  nel nostro paese. Un paio di settimane fa ha corso il rischio di perdere per sempre quella unicità che ne fa un alimento prodotto con vero latte – e non con latte in polvere, come si temeva. Perché da noi lo yogurt è protetto da una legge del ’74, che impone il latte fresco come ingrediente base. A questo si aggiungono due microorganismi, due lattobacilli che fanno fermentare il latte e lo rendono più digeribile – ecco a cosa serve l’acidità dello yogurt.

    Ma cosa mangiamo quando pensiamo di mangiare uno yogurt? E in base a cosa lo scegliamo sullo scaffale del supermercato?

    Oggi vanno di moda tanti ingredienti aggiunti, e siamo tempestati dalle pubblicità su prodotti “arricchiti” di calcio, magnesio, vitamine, fermenti probiotici. Poi ci sono i prodotti “alleggeriti”, quelli scremati dai grassi, ma siamo sicuri che questo serva davvero a mantenerci in salute?

    Nel caso dello yogurt la quantità di grassi di quello definito “magro” non è tale da incidere sul colesterolo più di altri alimenti. Invece, togliere i grassi può significare perdere la vitamina D, che serve per fissare il calcio, così importante per le ossa.

    E comunque, in generale, più cose ci si mettono dentro e più ci si allontana dall’alimento originale. Allora, che cosa dobbiamo controllare? L’etichetta, come sempre. Ci deve essere soprattutto yogurt, poi ci può essere zucchero fino al 13% – si arriva al 16% nei prodotti per bambini, e poi basta.

    In quelli alla frutta, ci possono essere preparati a base di frutta, che sono ben diversi dalla frutta fresca. Attenzione agli additivi: coloranti e aromi. Quelli naturali sono indicati come tali, quelli artificiali sono definiti semplicemente aromi. La legge lo consente, quindi siamo noi a dover controllare.

    Di solito, quello che tutti guardiamo è la scadenza. Nel caso dello yogurt le scadenze sono lunghe, i fermenti però perdono vitalità man mano che si avvicinano al termine indicato in etichetta. Visto che manca la data di produzione dello yogurt, consumatelo appena comprato. Oppure provate a farlo da soli, in casa. E’ facile e potete controllare personalmente tutti gli ingredienti. Dal produttore al consumatore – che siete voi.

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