Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Si fa o non si fa? Parte o non parte? Questa volta pare di sì, il più lungo ponte del mondo a campata unica – 3300 metri – sorgerà sullo stretto di Messina. E chi lo pagherà? Noi contribuenti, ovvero lo Stato, al 40%. Ma al 60% saranno capitali privati.

    E dove li troveremo questi soldi? Sui mercati finanziari, quando cominceremo a chiederli ufficialmente però, e questo sarà possibile solo quando la società Stretto di Messina avrà presentato il progetto esecutivo, dopo l’ultimo parere del Comitato per la Programmazione Economica.

    Allora, siamo a questo punto: il progetto uscirà in primavera, i cantieri si apriranno alla fine del 2012, e la grande opera su cui da decenni l’Italia si divide sorgerà sullo stretto nel 2019. Parola dell’amministratore delegato dell’Anas – Società Stretto di Messina spa Pietro Ciucci. Lo stesso che ha precisato “non partiremo se non avremo tutti i finanziamenti”.

    Ora, se consideriamo la fetta di opinione pubblica che Fuori tg registra tutti i giorni con le domande rivolte a voi telespettatori, e con le vostre risposte, si può dire che al 90% siete contrari, preferireste avere le piccole opere, prima di quelle grandi. Le obiezioni sono note: la zona sismica, l’impatto ambientale, il rischio di infiltrazioni mafiose, e poi ci sono le incertezze sui ricavi dal futuro traffico passeggeri e merci.

    La Società Stretto di Messina assicura che gruppi di esperti internazionali hanno analizzato tutti gli aspetti, e in base a progetti preliminari – pubblici e consultabili sul sito internet – il ponte si può fare. La sfida è quella di rilanciare la California del Sud, a cavallo dello stretto.

    Ma se i capitali pubblici investiti non sono a fondo perduto, e quindi dovrebbero essere rimborsati dai pedaggi pagati per il passaggio sul ponte, siamo sicuri che passeranno abbastanza treni e auto e camion da ripagare l’investimento? Questo lo capiremo solo a lavori ultimati.

    Resta un ultimo dubbio, figlio di tante opere incompiute, iniziate e mai finite, su tutto il territorio nazionale: che succederà se tutto si dovesse fermare a metà, e il ponte non venisse completato? Il denaro investito non vedrà mai remunerazione? E quanto peseranno sul bilancio dello stato queste spese? E ancora, chi ne pagherà le conseguenze?

    Ne parliamo nel 2012….

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