Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Ci sono distretti industriali, fatti di piccole e medie imprese, che un tempo erano definiti “locomotive d’Italia”, trainavano il prodotto interno lordo.

    Anche loro sono in crisi, a causa della recessione. Decine di aziende sono già fallite, altre sono in serie difficoltà. Allora che cosa si può fare?

    La soluzione di Confindustria sono le reti di imprese. Come dire: rimboccatevi le maniche e lavorate non più per distretti ma per reti, stipulando contratti con altre imprese di altre regioni. Il vantaggio deriva dalla collaborazione e dalla condivisione di conoscenze, e dagli accordi per un più facile accesso ai finanziamenti.

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  • Ci sono quelli che si comportano male, circolano senza tagliando, e quando fanno un incidente fuggono perché non sono assicurati. Ci sono quelli che organizzano incidenti finti, e frodano le compagnie di assicurazioni: sono i cattivi. Poi ci sono i buoni, quelli onesti che pagano ogni anno la polizza dell’auto, sono prudenti e non causano incidenti: sono loro a bilanciare i comportamenti dei cattivi.  Le compagnie di assicurazione fanno una media: se in una certa area geografica gli incidenti sono tanti e anche le truffe si moltiplicano, in quella zona d’Italia per assicurare l’auto si paga un premio più alto.

    Mi direte: lo sapevamo, niente di nuovo. E invece qualcosa di nuovo c’è ed è che in questi due anni, dal 2009 al 2011, le polizze auto sono aumentate in media del 25%, ed è arrivato a denunciarlo l’Antitrust.  Che cosa sta succedendo?

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  • Comprare un alimento contraffatto è come comprare una borsa “taroccata”? Non esattamente. O meglio, da un punto di vista puramente formale sarebbe lo stesso. Solo che la borsa la mettiamo in spalla, mentre la mozzarella, il prosciutto, la carne o il pesce, quelli li mangiamo, e se sono contraffatti non è lo stesso che mangiare un alimento di qualità. Perché?

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  • Dice che non ci sono soldi, che c’è la crisi e bisogna tagliare dappertutto. Ecco, andatelo a dire alla mamma di quel ragazzino disabile che è rimasto senza assistenza in classe, e lei ha dovuto fare una “donazione” alla scuola pubblica per permettere a suo figlio di continuare a partecipare alle lezioni. Andatelo a raccontare a quella ottantenne che non ha più nessuno, e se le chiudono anche il centro anziani del quartiere ha detto che lei “si butta di sotto”. Leggi tutto…

  • C’è una sostanza preziosa che non si può produrre, ma è indispensabile per la vita. L’acqua è un bene comune, e quando scarseggia va risparmiata. Ora, in teoria l’Italia è tra i paesi fortunati: a disposizione di ciascun cittadino ci sarebbero tremila metri cubi di acqua all’anno, che nella pratica si riducono a 136 a testa.

    E se in Lombardia ce n’è in abbondanza per tutti, e si pagano cifre contenute per il servizio, ci sono regioni come la Sicilia, dove se manca un metro e mezzo di tubo nell’allaccio di un acquedotto restano tutti a secco, o meglio restano nelle mani dei “padroncini dell’acqua” che girano con le loro autobotti private – sempre piene – a disposizione di chi paga.

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  • Che cosa succede quando abbiamo in casa un malato grave? Ci diamo da fare per curarlo, e alleviarne le sofferenze, vogliamo che guarisca e torni a stare bene. Oppure gli giriamo intorno come avvoltoi, in attesa che muoia, e pensiamo già a spartirci le sue sostanze?

    Ecco, al posto dell’ammalato metteteci il bene più grande che abbiamo nel nostro paese, e poi guardatevi intorno. Cosa sta succedendo? Il nostro paesaggio, le bellezze del Belpaese – tanto amate dai turisti stranieri – e quindi potenziali fonti di reddito, sono sotto minaccia.

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  • Sapete come scegliere l’olio che comprate al supermercato? O siete tra i fortunati agricoltori che raccolgono personalmente le proprie olive, e magari  passano la notte al frantoio, per controllare passo passo il processo di spremitura?

    Certo, per sentire se un olio è buono ci affidiamo al nostro naso, ma sappiamo cosa dobbiamo cercare?

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  • “Signora mia, non ci sono più le mezze stagioni!” Ecco, stai a vedere che ora salta fuori l’“esperto-di-turno” e ci avverte che è colpa della scomparsa di primavera e autunno se ci becchiamo il raffreddore. E perché? Perché oggi fa caldo e domani fa freddo, al mattino specialmente, mentre all’ora di pranzo si suda e poi di sera arriva l’umidità. E allora bisogna vestirsi un po’ a cipolla, come diceva la nonna.

    D’accordo, adesso smetto subito coi luoghi comuni, e parliamo del raffreddore. Che è causato da un virus, contro il quale non c’è rimedio. Leggi tutto…

  • Dal Vangelo di Luca: “In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
    Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.”

    Sono passati più o meno duemilaundici anni, ed eccoci ancora qui a “farci registrare” insieme ai nostri familiari…

    Le grandi manovre del censimento 2011 sono partite il 9 ottobre. Dopo le difficoltà tecnologiche e di comunicazione dei primi giorni, le operazioni sembrano procedere in modo abbastanza ordinato.

    Certo, non tutti gli italiani si precipitano a rispondere, e, soprattutto, non si fidano delle domande. Ecco qualche esempio: “che gliene importa all’Istat di quello che facevo il 9 ottobre 2011?” “Perché vogliono sapere se in casa ho due bagni oppure uno?” Anche il nostro campione di telespettatori ha risposto al 61% che alcune domande non rispettano la privacy…

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  • Vi è mai capitato di ricevere una di queste? Sono le cartelle esattoriali di Equitalia, quelle che richiedono il pagamento di un tributo. Se non avete pagato tutto, è giusto che vi mettiate in regola.

    Ma se non avete i soldi, e non avete pagato – perché da un po’ di tempo non avete lavoro, o perché la vostra attività è ferma a causa della crisi –  allora chiedete subito una rateizzazione del debito. E’ possibile ottenerla solo fino a un certo ammontare, altrimenti bisogna documentare una reale difficoltà finanziaria. Ma conviene chiederla, perché l’inerzia in questi casi può essere fatale.

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