Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Sapete come scegliere l’olio che comprate al supermercato? O siete tra i fortunati agricoltori che raccolgono personalmente le proprie olive, e magari  passano la notte al frantoio, per controllare passo passo il processo di spremitura?

    Certo, per sentire se un olio è buono ci affidiamo al nostro naso, ma sappiamo cosa dobbiamo cercare?

    L’olio deve profumare di olive, il frutto deve essere chiaramente identificabile;  l’acidità può variare, naturalmente, ma, prima ancora di aprire la bottiglia, conviene guardare l’etichetta. Ci sono scritti il nome dell’azienda e il luogo di produzione, e deve essere indicato anche il modo in cui l’olio è stato prodotto. L’extra vergine di oliva, il migliore tipo di olio in commercio, si ottiene dalla prima spremitura di olive fresche, colte senza ulteriori trattamenti – a parte il lavaggio – e spremute con processi meccanici, senza uso di sostanze chimiche.

    Ci sono oli non filtrati che vengono considerati da alcuni intenditori migliori degli altri, solo perché spesso la filtrazione accelera il processo di chiarificazione e attenua gusto e profumo. Ma l’importante è sapere cosa c’è dentro all’olio che consumiamo. Potete nutrire giusti sospetti se una bottiglia ha un prezzo inferiore a 6 euro. Produrre olio costa, e la qualità costa.

    Ma vale la pena di cercare l’olio buono, perché i vantaggi per la salute sono indubbi. L’olio contiene vitamina D e soprattutto polifenoli, antiossidanti naturali che combattono l’invecchiamento delle cellule, in particolare queste sostanze abbondano negli oli dal sapore più aspro, quelli prodotti da alcune qualità di olive del Sud Italia.

    Anche se gli chef sono inclini a friggere con l’olio di girasole che ha un punto di fumo molto basso, la frittura più sana che possiamo fare in casa è quella con olio di oliva, e meglio abbinarla sempre a una verdura cruda – contiene antiossidanti e fibre. Ricordatevi che l’olio dura un anno, va conservato al buio, e le sue proprietà si riducono col passare del tempo.

    E attenzione alle etichette dove trovate scritto “grassi vegetali”. E’ il modo consentito di indicare olio di palma, di cocco, di colza, grasso idrogenato di soja, tutti dannosi per la salute.

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