Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Comprare un alimento contraffatto è come comprare una borsa “taroccata”? Non esattamente. O meglio, da un punto di vista puramente formale sarebbe lo stesso. Solo che la borsa la mettiamo in spalla, mentre la mozzarella, il prosciutto, la carne o il pesce, quelli li mangiamo, e se sono contraffatti non è lo stesso che mangiare un alimento di qualità. Perché?

    Tecnicamente contraffare un cibo significa proporlo come prodotto di pregio, mentre in realtà non lo è. Se poi per realizzarlo sono state inserite sostanze che non dovrebbero esserci, allora può darsi che mangiare un cibo contraffatto ci faccia anche male, oltre a farci sentire imbrogliati se lo scopriamo, magari dopo.

    Allora, visto che ogni anno i sequestri di prodotti contraffatti sono centinaia, la domanda sorge spontanea: tutto quello che sfugge alle maglie dei controlli può finire sulla nostra tavola? E come possiamo difenderci? Qui viene il difficile….

    Unica difesa è la conoscenza, in questo caso dei produttori. Certo, non è semplice entrare in contatto direttamente con l’azienda ogni volta che dobbiamo fare un acquisto, ma possiamo abituarci a scegliere – anche al supermercato – prodotti garantiti dal marchio dei consorzi italiani, come i marchi Dop o Igp, che per tutelare produttori e consumatori rispettano un disciplinare rigido. Alcune catene della grande distribuzione hanno messo in commercio linee a marchio proprio che raccolgono prodotti di grande qualità, garantiti dal supermercato, che ha tutto l’interesse a controllare direttamente.

    Non vi accorgete dall’aspetto o dall’odore del cibo se è buono o cattivo? Magari sì, se siete un po’ esperti, ma come si fa con tutti i prodotti confezionati, che non possono essere aperti? Per quello c’è l’etichetta, prescritta dalle norme europee. Deve essere leggibile, deve contenere informazioni sugli anallergici, su eventuale data di congelamento – o di primo congelamento nel caso di carne non lavorata e pesce – il luogo di provenienza, l’origine dei singoli ingredienti del prodotto e di tutti i cibi trattati. Tutto questo però non vale per le bevande alcoliche e i prodotti di stagione, per gli alimenti non imballati e i prodotti artigianali. E allora? Qui scatta il consiglio della nonna: mangiare poco, e roba di qualità, e costruire un rapporto di fiducia coi propri fornitori.

  • 2 Commenti

    WP_Modern_Notepad
    • alessandro scrive:

      le nonne hanno sempre ragione

    • Leggere l’etichetta quando si acquista un prodotto? E’ solo questione di abitudine se non vai troppo di fretta! Io lo faccio sempre, non solo per vedere la data di scadenza, ma anche la lista degli ingredienti ed escludere ad esempio quei prodotti che contengono olio di palma oppure quelli con l’etichetta troppo lunga ricchi, quindi, di additivi conservanti e coloranti!

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