Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Chi ti offre un lavoro in tempo di crisi è un benefattore. Ti toglie dalla povertà, dall’insicurezza, ti dà da vivere.

    Ma se non ti garantisce con un contratto regolare, allora la cosa è diversa. Non hai protezione da incidenti, e in cambio del lavoro rischi la vita. Nessuno ti versa i contributi, e rimarrai senza pensione.

    In effetti, incrociando dati statistici ufficiali, salta agli occhi un fenomeno presente in tutto il sistema economico italiano. Il sommerso, che si alimenta almeno per metà di lavoro nero, conta circa tre milioni di addetti. Ci sono storie che finiscono tragicamente, come quella delle operaie morte nel maglificio clandestino di Barletta: quattro euro all’ora, nessuna sicurezza, e tutto questo al prezzo della vita. Ci sono casi limite anche nei cantieri edili, dove gli stranieri vengono mandati sulle impalcature, a decine di metri d’altezza senza protezione, e se si fanno male il datore di lavoro arriva a simulare un incidente stradale per evitare denunce. Però ci sono anche lavoratori assunti regolarmente che “arrotondano”, per venire incontro anche alle esigenze del datore di lavoro che vuole pagare meno tasse, e calcola le ore di straordinario a parte, “fuori busta”.

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