Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Mentre si aspettano i provvedimenti del nuovo governo Monti, tutti ci chiediamo: ce la faranno i professori a far ripartire il sistema-paese?

    La domanda necessita di risposta urgente, soprattutto per le imprese medio-piccole, che sono ancora la spina dorsale dell’economia italiana.

    Di cosa hanno bisogno?

    Di certezze, naturalmente, di domanda da parte del mercato, mentre i consumi sono ancora fermi, e il potere d’acquisto dei salari precipita. Prima di ogni altra cosa, però, i piccoli e medi imprenditori hanno bisogno di soldi. Quelli dovuti dalla Pubblica Amministrazione, che paga con un ritardo medio di 60-90 giorni, e poi quelli dei clienti privati, che sono vittime della crisi anche loro. Così, se un’impresa non ha capitali da parte, e se non ha fatto un piano che la protegga dal rischio legato ai tempi di pagamento, il fallimento arriva come una fatalità.

    Novemila imprese fallite nel 2011, e l’anno non è ancora finito. Chi sono? Quelle che lavorano nell’indotto delle aziende più grandi, che ricevono meno commesse a causa della crisi. I produttori di semilavorati, o le imprese edili. Se vai fallito, devi mandare a casa i dipendenti, che spesso sono come una seconda famiglia. La vita ti crolla addosso, magari hai già più di cinquant’anni e non trovi nessuno che sia disposto ad assumerti, a darti un’altra possibilità.

    Oppure resisti, prima di dichiarare fallimento le provi tutte, chiedi soldi in prestito alle banche. Ma il sistema creditizio non ammette debolezze. Chi non ha ripianato il debito non può avere accesso al credito. Il meccanismo si inceppa e tu resti isolato, e allora un “amico” ti parla di “un amico di amici” disposto ad anticiparti i soldi. Finisci nella rete dell’usura. La disperazione porta alcuni imprenditori al suicidio.

    Che si può fare? Serve una rete che protegga dal fallimento, le imprese hanno bisogno di strumenti di valutazione dell’affidabilità dei loro potenziali clienti. E servono sistemi creditizi più umani, maggiori garanzie per sostenere chi ha rischiato e ha creato lavoro, e a un certo punto si trova in difficoltà.

    Dunque, il 2012 sarà un anno difficile. Come faranno i professori?

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