Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Se la bresaola di tacchino, che trovate già affettata sottovuoto in confezioni da 180 grammi nel vostro supermercato di fiducia, vi provoca un po’ di acidità di stomaco, magari è perché avete difficoltà a digerire il latte. Ma che c’entra il latte col tacchino? Apparentemente nulla, anche se in realtà potrebbe essere contenuto nella preparazione della suddetta bresaola.

    Scoprirete questa e altre cose, che finora sono rimaste nascoste – in tutto o in parte –  grazie alla nuova etichetta europea.

    La battaglia è durata anni,  ma alla fine è stata vinta dai consumatori. Così potranno stare più tranquilli gli allergici, i diabetici, gli ipertesi, e in generale gli obesi che hanno deciso di smettere, tutti i salutisti, e specialmente quelli presbiti – che hanno perso la messa a fuoco naturale dell’occhio, a causa dell’età. Perché le scritte sulle confezioni alimentari dovranno essere leggibili. E questa è solo una delle novità.

    Il  cibo sarà messo in vendita con una data di scadenza chiara e impressa sia sull’esterno della confezione sia sull’incarto interno. Nella lista degli ingredienti saranno indicati gli allergeni, il valore energetico, le calorie, i grassi, gli acidi grassi saturi, i carboidrati, le proteine, gli zuccheri e il sale, insomma sarà obbligatorio inserire una vera tabella nutrizionale. Gli oli aggiunti nelle preparazioni saranno indicati per esteso, distinguendo quello d’oliva da quello di palma, di arachide o di soia.

    Sulla confezione troveremo anche l’origine del prodotto, e delle singole parti che lo compongono: questa è una delle novità più significative. Pensate solo a tutti i cibi attualmente marchiati come italiani, ma contenenti materie prime – anche fondamentali – di importazione. Accade per la pasta e per il prosciutto, o per le conserve di pomodoro, perché il grano, la carne, e i pomodori arrivano anche dall’estero, in molti casi.

    Poi ci sono i surgelati che vengono venduti scongelati. La legge lo permette, ma quanti di noi lo sanno? L’etichetta dovrà indicare anche questo. Certo, nessuno è perfetto, nemmeno l’etichetta europea. Le nuove regole non varranno per gli alcolici, e neppure per i prodotti venduti sfusi o tagliati in porzioni e impacchettati dai supermercati. Comunque, dopo più di trent’anni di scritte piccolissime e molto confuse, sarà una vera rivoluzione.

    Ma avete notato che parlo al futuro? Già, non sarà da domani.  Ci vorranno tre anni perché entri in vigore il regolamento che contiene l’obbligo di etichetta europea. E non è tutto. Gli Stati dell’Unione hanno conservato il potere di integrare le regole con la propria legislazione nazionale. Ecco, in realtà le cose stanno così. Ma non sottovalutate la novità. Saremo comunque più informati, e l’informazione è potere. Di scegliere.

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