Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Prima le brutte notizie. Se confrontiamo la bolletta dell’energia elettrica del settembre 2011 con quella di un anno prima scopriremo che è cresciuta del 26,5%. Da cosa dipende? C’è la rete elettrica che non è efficiente, ci sono le importazioni di energia che pesano sui costi, ci sono i soldi spesi per gli incentivi su fonti rinnovabili – tipo il fotovoltaico e l’eolico – che pure finiscono sulle nostre bollette, infine non esiste una vera concorrenza nonostante le liberalizzazioni avvenute finora. E poi: lo sapevate che il 50% del prezzo che pagate per avere l’energia elettrica è determinato dai consumi dei vostri elettrodomestici, soprattutto quelli sempre in funzione – frigorifero, boiler?

    Ora le buone notizie. C’è un modo per pagare di meno, ed è risparmiare energia. Direte: certo, che scoperta! Ma sapete come si fa? Ad esempio, sapete che i grandi schermi dei televisori consumano di più di quelli di dimensioni più contenute? Questo è intuitivo, d’accordo, ma da oggi deve essere scritto chiaramente in etichetta. Perché anche i televisori – come frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie – devono essere venduti con tanto di tabella energetica esposta in negozio.

    Sulla tabella trovate sette classi, dalla A alla G, e nei prossimi anni addirittura arriveremo ad avere tv classe A +++. Che differenza c’è? La A+++ consuma sette volte di meno di una G. Ma questi nuovi elettrodomestici costano, direte voi. L’investimento però si ripaga in otto-dieci anni di vita del televisore.

    Però non basta leggere l’etichetta. Perché i consumi pubblicizzati sono dedotti da una media teorica, che non tiene conto di come noi effettivamente usiamo la lavatrice, o la lavastoviglie, se le facciamo andare a pieno carico oppure no, di giorno o di notte. Insomma le buone notizie ce le dobbiamo sudare, con tanta buona volontà. Ad esempio, nelle nostre case ci sono in media quaranta trasformatori attaccati, che consumano elettricità anche quando non li adoperiamo per i nostri elettrodomestici. Abbiamo una serie di apparecchi collegati al televisore – decoder, in alcuni casi blue ray e videoregistratori – che rimangono in stand by anche quando il televisore è spento. La soluzione può essere collegarli ad una ciabatta che si spegne alla fine dell’uso, ma c’è qualcosa in commercio che va benissimo per i più pigri. Costa intorno ai venti euro, e si chiama stand-by-stop. E’ uno strumento che si collega con la spina alla presa di corrente e dall’altra parte si attacca al televisore. Così, senza muovervi dal divano, quando spegnete col telecomando si spengono insieme alla tv tutti gli altri apparecchi.

    Una casa in classe A potrebbe consumare fino ad un sesto in meno rispetto alla media nazionale. Ci vorrà del tempo, certo. Per il momento andate a controllare l’attacco della vostra lavatrice, se potete collegatelo direttamente all’uscita dell’acqua calda proveniente dalla caldaia a gas. Convertendo il consumo elettrico in cosumo di gas risparmierete sulla corrente, e vi sentirete anche un po’ più in pace con la vostra coscienza ambientalista.

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