Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Chi di noi non ha un amico o un parente celiaco? L’intolleranza al glutine si diffonde sempre di più,  solo in Italia i casi diagnosticati sono 122mila, e meno male che c’è una legge che dal 2005 tutela i diritti dei celiaci. Innanzitutto il diritto ad avere un pasto senza glutine nelle mense pubbliche: ce ne sono trentamila in tutta Italia, e sono quelle delle scuole e degli ospedali. Se invece siete alla ricerca di un albergo o ristorante dove l’assenza di glutine è certificata dall’Aic – associazione italiana celiachia – ne troverete circa tremila su tutto il territorio nazionale.

    Come si vive da celiaci? Bisogna orientarsi tra le offerte di alimenti dietetici, venduti in farmacia, e super-controllati in base alle norme di legge. I celiaci hanno diritto fino a 140 euro di prodotti gratis al mese, dietro presentazione di ricetta medica. Certo, mette un po’ di tristezza doversi limitare a cibi confezionati. Ma ci sono anche i prodotti freschi sicuramente senza glutine: il riso, le verdure, i legumi, oltre alla carne e al pesce.

    E poi – lo dicono i medici – un celiaco non è un malato cronico. L’intolleranza rimane ma le sue conseguenze spariscono se si elimina il glutine, e si può fare una vita più che normale. Se invece la celiachia non viene diagnosticata la qualità della vita peggiora, spesso insorgono anemia, osteoporosi, e in alcuni casi – non molto frequenti – anche tumori dell’intestino.

    Attenzione però a non esagerare. Evitate l’autodiagnosi. Se avete una difficoltà a digerire, vi sentite gonfi o avete problemi intestinali, non arrivate alla conclusione – errata – che il glutine vi fa male. Potete avere qualche dubbio, in questo caso consultate un medico. Per diagnosticare la celiachia si fa un esame del sangue, ed eventualmente una biopsia per verificare le condizioni dell’intestino. Ma decine il gastroenterologo. E soprattutto, se vi private del glutine prima di andare dal medico, nessuno sarà in grado di scoprire se siete davvero celiaci. Il fai-da-te è sempre da evitare.

  • 2 Commenti

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    • Salve, sono mamma di una raggazza celiaca, che ha scoperto di esserlo a 11 anni, la cosa non è stata facile da digerire per nessuno della famiglia, aiuti pochi, scrivo dalla liguria e per le femmine sopra i 10 anni lo stanziamento del SSN è di 99€ di buoni, mentre per i maschi è di 140€; le farmacie e i supermercati convenzionati non prendono tutti i prodotti e quindi si è limitati alle stesse cose, forse perchè i rimborsi gli arrivano dopo 6/9 mesi. Il fenomeno è in acesa costante, non sarebbe meglio far prendere i prodotti in tutti i negozi e poi portare i vari scontrini o fatture alla ASL a fine mese? Così si è più liberi e magari si riesce a risparmiare! grazie e buon lavoro a tutti.

    • Molto interessante il servizio di oggi riguardante la celiachia,
      C’è a mio avviso un po’ di confusione dovuta alla vostra domanda sulla pagina facebook.. è difficile spiegare qualche cosa riguardante il mondo senza glutine, ovvero non è un mondo alieno, ma aumentare la confusione con domande simili rende più lontano il mondo senza glutine da quello “ordinario”.
      Sarebbe stato più significativo se aveste lasciato continuarle la signora Pilu e la mamma del bambino celiaco, che sicuramente avevano tanto da dire a tutti.

      Un appunto sulla legge 123 riguardante le mense pubbliche: è obbligatorio ed è vero, ma le ististuzioni stesse non sono a conoscenza dei metodi per richiedere i fondi che destina questo accordo alle mense locali.

      Inoltre 140 euro di possibilità di spesa è molto limitato, ossia solo poche regioni hanno dato tale cifra ai celiaci (sotto forma di buoni spesa per prodotti dietoterapeutici) e nella maggior parte delle regioni le quote differiscono di molto tra i diversi sessi e fasce d’età.

      Detto questo, ringrazio per l’attenzione avuta per questo servizio, spero che possiate ampliarlo con altre puntate, magari pparlando delle gestioni casalinghe in particolare, o del problema dei ragazzi (bambini in primis) ed adulti che si trovano fuori casa… la celiachia oltre ad essere una malattia che accompagna per la vita, è pure una malattia sociale perchè in pochi danno la possibilità di essere tranquilli nella convivialità della tavola.

      saluti Jessica

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