Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • E’ fatale. Natale si avvicina e noi spingiamo il carrello in mezzo agli scaffali del supermercato, a caccia di offerte ma anche di qualità. Quest’anno i soldi sono pochi, meno dell’anno scorso – ma il panettone! A quello non si rinuncia! E poi, costa così poco…anzi: chiediamoci perché. I prezzi sono più che competitivi, almeno in questi giorni, basta fare un giro nei supermercati. Se confrontate le marche più note, tutte hanno un’offerta da proporvi. E parliamo di cifre inferiori ai due euro al chilo! Senza considerare i prodotti che vengono presentati coi marchi della grande distribuzione, ma sono in realtà realizzati dalle solite ditte famose di cui sopra. Allora, che differenza c’è?Ogni catena di supermercati stipula un contratto con le case di pasticceria industriale, specificando le condizioni di realizzazione dei prodotti a marchio. Ma esiste una legge del 2005 che rende obbligatorio per tutti un disciplinare generale, fissa le regole di produzione e soprattutto gli ingredienti. Ogni panettone deve contenere farina di frumento, uova di categoria A (quelle con almeno il 4% di tuorlo), non meno del 16% di burro – e non altri grassi vegetali, quelli che impazzano invece nelle varie merendine – e almeno il 20% di scorzette di frutta e altri canditi. Poi lievito naturale e sale. Questo è garantito sempre dall’etichetta nutrizionale, che vi invito ancora una volta a leggere – procuratevi occhiali adeguati, fino a quando non sarà diffusa quella europea, con caratteri più leggibili.

    Allora perché devo spendere 20-25 euro in media per procurarmi un panettone artigianale, se tanto sono tutti uguali? Non è proprio così. Nella lavorazione industriale vengono usati conservanti, nei panettoni artigianali dopo i vari impasti si passa a una lievitazione molto lenta – anche due giorni. E poi i fornai e gli artigiani della pasticceria si fanno pagare gli ingredienti di qualità che usano nella preparazione del dolce natalizio.

    Comunque, nel confronto dei prezzi, dovete tenere presenti anche le logiche di mercato. Tutte le offerte di questi giorni sono motivate non dalla scarsa qualità dei panettoni industriali, ma dalla strategia del prodotto-civetta, quello che viene messo sullo scaffale per attirare il consumatore. Se io vendo un panettone a 2 euro al chilo, chi compra sarà indotto a riempire il carrello anche di altre merci. E il gioco è fatto.

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