Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Dite la verità, quante volte avete usato internet per controllare il significato di un’alterazione nelle analisi del sangue, o per verificare l’efficacia della terapia che il vostro medico di base vi ha prescritto, e magari gli effetti collaterali di un farmaco che state prendendo?

    Intendiamoci, nessuno è immune dalla curiosità per la propria salute, un giusto livello di preoccupazione è sano, ma non esagerate! Se avete una vera fissazione per le vostre malattie allora potreste essere affetti da ipocondria, meglio definita come ansia per la propria salute. E’ un problema diffuso, che produce conseguenze gravi sulla vita di chi ne soffre, oltre ad avere pesanti costi sociali. 

    Se qualcuno si convince di essere ammalato, comincia ad essere sempre più prudente, e finisce col limitare i suoi spostamenti al minimo: esce da casa il meno possibile, e può arrivare a rinunciare a tutte le attività che giudica dannose, per proteggere la sua condizione di “malattia”.

    Le cause dell’ipocondria risiedono nella mente e nelle esperienze di ciascuno. Per un soggetto affetto da questo tipo di ansia il fatto di girovagare in rete alla ricerca di conferme dei propri sintomi è pericoloso, perché rischia di accrescere la preoccupazione. Ma internet è solo un mezzo, può anche essere utile, ma ogni informazione va verificata alla luce di un parere del proprio medico.

    Molti  pazienti ipocondriaci cominciano una psicoterapia su consiglio del loro medico di base, perché i sintomi descritti non corrispondono alla loro effettiva situazione clinica. Dunque, meno Doctor House e più senso pratico, non c’è bisogno di vivere nel terrore. Magari è più utile, per togliersi un dubbio, una chiacchierata col medico di famiglia. Che – è vero – passa più tempo davanti al computer a mandare certificati on line, che a visitare i propri pazienti. Ma questo è un altro problema…

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