Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Non ha fatto lo scontrino? Beh, manco avesse arrubbato qualcosa a qualcuno…

    Ecco, questo commento di Cetto Laqualunque, il personaggio inventato da Antonio Albanese, incarna un vizio tipico della mentalità comune, nell’Italia dell’evasione fiscale diffusa. Perché sicuramente c’è qualcuno pronto a ricordarci che la pressione fiscale da noi è troppo alta, ma è un fatto che le tasse non le pagherebbe nessuno, se non fosse costretto a farlo. E quindi, lasciamo perdere i buoni e i cattivi, è inutile trasformarci in altrettanti agenti “in sonno” della Guardia di Finanza, a caccia di ricevuta fiscale o di scontrino.

    Il punto è verificare l’efficacia degli strumenti di verifica fiscale,l e la loro applicazione. In Italia l’evasione stimata da Istat e Corte dei Conti è pari 120 miliardi di euro all’anno. Si calcola che recuperarne la metà sarebbe equivalente a tre-quattro punti di prodotto interno lordo. Tutto serve, di questi tempi.

    Ma possono servire i blitz come quello della Guardia di Finanza a Cortina per convincere i contribuenti a pagare – sempre – le tasse? In realtà, le azioni sporadiche non bastano. Devono essere accompagnate da verifiche costanti del fatturato e delle vendite, del giro d’affari reale dei circa sei milioni di partite Iva registrate in Italia. Forse il limite è questo, la struttura del nostro sistema economico non è facile da controllare, e quindi non bastano le previsioni degli studi di settore, le verifiche teoriche: ci vorrebbe un porta a porta col fisco, che in Italia non esiste. Pagheremo più tasse in futuro? Solo se ci verrà richiesto, in modo più convincente ed equo.

    A proposito: il 31 gennaio scade il canone di abbonamento alla tv….

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