Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Ci sono diciassettimila ultracentenari in Italia. Lo dice l’Istat.  La popolazione invecchia, ci si ammala di meno, si vive più a lungo: già oggi le donne superano in media gli ottantaquattro anni, gli uomini i settantanove. Certo, quando siamo giovani tendiamo a non pensare alla vecchiaia, travolti come siamo dagli incastri della vita quotidiana. Ma cosa succederà, dove andremo a stare tutti quanti, quando rimarremo da soli, o quando non saremo più autosufficienti? In una casa di riposo. Già, ma quale?

    Non ci pensate mai, quando vedete periodicamente in televisione le immagini di anziani maltrattati ripresi da telecamere nascoste, magari piazzate dai Carabinieri dei Nas durante un’indagine su qualche lager di provincia? Spesso queste strutture si trovano nei piccoli centri, o nelle periferie delle grandi città, perché lì costa meno. Il business delle cliniche per anziani non conosce crisi, la richiesta di posti letto è in aumento – vedi i dati sull’invecchiamento della popolazione, di cui sopra. Le strutture esistenti non soddisfano la domanda. Mancano però regole certe, e soprattutto – a parte i casi clamorosi, le storie di maltrattamenti che vengono alla luce di quando in quando, nelle indagini dei Nas – non ci sono controlli regolari delle strutture residenziali per anziani.

    C’è un elenco regionale o comunale al quale la residenza deve risultare iscritta. Questa è la prima cosa da controllare. Subito dopo va verificata la professionalità del personale, l’eventuale presenza di volontari che assistono gli anziani. E il tipo di servizi offerti, dall’assistenza sanitaria al cibo. I costi sono variabili, ma nelle regioni dove le cose funzionano bene sono equamente distribuiti tra le famiglie e il sistema sanitario.

    C’è un alternativa alla casa di riposo? Certo che c’è, è l’assistenza domiciliare, che però non è regolamentata in modo unitario, e poi ogni regione ha le sue risorse finanziarie. Insomma, restano in larga parte insoddisfatte le esigenze di cura e soprattutto di attenzione per le persone anziane.

    Continuare a vivere in casa propria per molti è preferibile. E il diritto all’assistenza dovrebbe essere garantito a tutti, specialmente ai più fragili. Ma conoscete qualcuno che appartenga alla lobby degli anziani? Il Presidente del consiglio Mario Monti, illustrando il programma di governo, ha detto che “andrà prestata attenzione ai servizi di cura agli anziani, oggi una preoccupazione sempre più urgente nelle famiglie”. E noi ci contiamo.

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