Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Quanto ci vuole per avere giustizia in Italia? Se parliamo di giustizia civile, ci sono cinque milioni e mezzo di cause arretrate e una media di più di sette anni per arrivare a sentenza. La vita quotidiana di tutti noi passa dai tribunali civili. Cause di lavoro, richieste di risarcimento danni, questioni familiari, separazioni e affidamento dei figli, controversie in tema fiscale, anche i ricorsi per una multa finiscono davanti a un giudice. E a fare le spese dei ritardi di giustizia sono i cittadini: genitori e figli, imprese e lavoratori, creditori in caso di fallimento, e poi gli invalidi, i consumatori, i pensionati.

    Pensate che c’è anche un obbligo di legge che fissa i tempi di ragionevole durata di un processo: non più di tre anni per il primo grado, al massimo due per il secondo. In teoria – ma badate, solo in teoria – potrebbe far causa ogni cittadino che subisca un danno causato da un eccessivo allungamento dei tempi del suo processo. E a chi si dovrebbe rivolgere? Alla Corte d’Appello che avrebbe quattro mesi di tempo per decidere. Resta pura teoria, appunto. Perché anche i tribunali che giudicano della durata dei processi sono intasati. E qual è la causa?

    C’è un po’ di tutto. Qualcuno cita addirittura il carattere litigioso degli italiani, che non si fidano quasi di nessuno, e vanno in causa per ogni tipo di controversia. Si potrebbero sfoltire molti processi inutili, e ridurre le spese. Anche i costi legali in Italia sono alti, se paragonati a quelli di altri paesi europei: arrivano quasi a coprire il 30% del valore della causa. E poi c’è una questione di numeri: sono troppi gli avvocati rispetto ai giudici. E i magistrati non risultano distribuiti con criterio proporzionato alla media delle cause per distretto, quindi ci sono tribunali che funzionano molto bene anche se coprono un territorio vasto, perché il numero delle cause intentate è inferiore a quello di altre regioni italiane. Insomma non si può paragonare l’efficienza di Torino agli arretrati di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.

    L’informatica potrebbe aiutare? Siamo ancora all’età della carta. Avvocati e magistrati riescono a gestire per via telematica una percentuale irrisoria degli atti. Ci vorrebbero finanziamenti per informatizzare sul serio l’attività giudiziaria. Ma dove si prendono i soldi, in tempo di tagli? Naturalmente dalla fiscalità generale…

  • Un commento

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    • Avv. Pier Giorgio Maggi scrive:

      Oggi esiste anche la mediazione civile in tutte le controversie in materia civile e commerciale vertente su diritti disponibili, ai sensi del D.lgs 28/2010 !! Purtroppo per il cittadino tale strumento alternativo alla giustizia civile è poco pubblicizzato !!!

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