Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • La corruzione. Quanto costa a tutti noi? E quanto ne siamo responsabili, ciascuno? Non indignatevi, non basta lamentarsi della corruzione diffusa, pensando che sia solo un fatto altrui. Cambiate il punto di vista, invece. E chiedetevi se tra i vostri amici c’è qualcuno che vi può aiutare a farvi togliere una multa per divieto di sosta. Anzi, chiedetevi perché avete parcheggiato in divieto di sosta, pur sapendo che non era permesso.

    I piccoli episodi di mancanza di rispetto delle regole sono la spia di un terreno fertile, ben concimato per accogliere la corruzione diffusa nel nostro paese, quella che la Corte dei conti ha denunciato qualche giorno fa. Il sistema comincia da noi, nel senso che soltanto la convinzione che il rispetto delle regole sia un atto di onestà verso se stessi e gli altri può sconfiggere la corruzione. E su questo terreno l’Italia è ancora immatura, e lo siamo un po’ tutti.

    Ora, non voglio dire che l’arte di arrangiarsi, il “damose ‘na mano” nazionale sia il male assoluto. E’ ovvio che chi ha più poteri ha maggiori responsabilità, e tutti noi facciamo bene a scandalizzarci per le inchieste sui grandi appalti, ma se la corruzione vale sessanta miliardi di euro all’anno, che vuol dire mille euro in meno nelle tasche di ciascuno di noi, non è solo perché mancano le regole.  Oggi la corruzione non è più quella dei tempi di tangentopoli, quando i funzionari pubblici venivano pagati per un singolo atto, oggi si acquista in blocco la persona, e il suo ruolo, per garantirsi una serie di favori. E non sappiamo quello che accade nel settore privato, perché l’Italia non ha ancora recepito una Convenzione internazionale del 1999 che obbligherebbe lo Stato a punire anche i dirigenti di aziende private che prendono tangenti.

    Quello che avevano scoperto i magistrati del pool di Milano negli anni di Tangentopoli era un fenomeno diffuso a tutti i livelli, dal più alto a quello minimo, ad ambienti che tutti frequentiamo, nella nostra vita quotidiana, dove in gioco non c’erano poste miliardarie, ma anche piccoli vantaggi. Ed è una tendenza che resiste ancora oggi.

    Quindi, vanno aggiornate le regole, certo, è giusto pensare a pene più severe, tempi di prescrizione dei reati più lunghi, ma il nostro paese rispetterà le regole – se già oggi qualsiasi obbligo viene svalutato fino ad eluderlo o al  limite ad aggirarlo, infine a trasgredirlo? Ecco, pensateci la prossima volta che parcheggiate in divieto di sosta.

  • Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario