Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Le gelate hanno distrutto i raccolti, gli animali si sono nutriti di più a causa del freddo, e hanno prodotto meno. E i camion per la consegna del latte non hanno fatto il giro degli allevamenti per una settimana. Le verdure a foglia sono rimaste congelate sotto la neve. Quindi un aumento dei prezzi ce lo aspettavamo tutti. Ma di quanto? A sentire gli agricoltori il prezzo alla produzione è rimasto invariato… allora dov’è che si infila la speculazione? Leggi tutto…

  • Abbiamo toccato con mano ancora una volta la dipendenza del nostro paese dalle fonti di energia estere. Il freddo ha aumentato i consumi di combustibile e ci ha esposti al rischio di rimanere senza gas. Non solo. I due terzi dell’energia elettrica italiana si producono con il gas. E ne importiamo fino al 90% del fabbisogno nazionale. Quindi, se ci tagliano il gas, rischiamo di congelare… al buio!

    Ce ne ricordiamo solo nei momenti di emergenza – ne avevamo vissuto uno anche sei anni fa – ma il problema sembra sempre il solito: manca un piano energetico nazionale. Che sia questa la volta buona per cambiare le cose in un settore strategico? Leggi tutto…

  • Chi controlla il mercato della droga? Il crimine organizzato, ma non solo. Perché i luoghi di produzione dei nuovi stupefacenti si sono moltiplicati, e quando parliamo di droga non possiamo limitarci alla tradizionale classificazione di eroina, cocaina e altre sostanze note da sempre. Ci sono le smart drugs, intelligenti come dice il nome, e incredibilmente mutevoli.

    Sono di origine sintetica o naturale ma la caratteristica comune è l’impossibilità di classificarne un elenco definito, perché le smart drugs si moltiplicano a una velocità pazzesca. Leggi tutto…

  • Il misterioso tavolo tra Governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro procede, e si torna a discutere intorno alla cassa integrazione, uno strumento che dagli anni settanta sostiene imprese e lavoratori nelle fasi critiche, arrivando a coprire fino all’80% dello stipendio dei dipendenti di aziende in crisi.

    Si può cambiare la cassa integrazione nel bel mezzo di una recessione, si può rinunciare a questo sostegno nel momento in cui molti perdono il lavoro? La maggioranza di voi telespettatori pensa di no, almeno a giudicare dalle risposte che ci avete inviato. Leggi tutto…

  • Siete pronti? Avete preso tutte le misure per evitare i danni del gelo? Lo scorso fine settimana ce lo ricorderemo a lungo, per tutti i disagi che abbiamo subito – quello che è successo a Roma è un danno contenuto se paragonato a quanto accaduto altrove, a intere comunità rimaste per giorni senza energia elettrica e acqua, e alle decine di morti per il gelo. Comunque il freddo non molla, e anzi le previsioni parlano di un peggioramento a partire da domani. Ma quanto dobbiamo fidarci di questi calcoli? In altre parole, qual è l’accuratezza del meteo? Leggi tutto…

  • Il mare è di tutti, quindi va tutelato. Va rispettato l’ambiente marino, insieme ai tempi di riproduzione delle specie ittiche. Ma qualcuno vive di mare. La crisi economica ha colpito anche i pescatori, soprattutto l’aumento del costo dei carburanti fa crescere le spese di ogni singolo peschereccio che esce dal porto. Poi c’è l’Europa con le sue regole, che devono essere rispettate da tutti gli Stati membri. Si tratta di quote massime di pescato, di programmazione della produzione, perché le risorse disponibili non sono sufficienti a reggere la dimensione attuale della raccolta. Leggi tutto…

  • La crisi piove su tutti. Ma su qualcuno piove di più, sui poveri, quelli veri, che non riescono a trovare i soldi per garantirsi una vita dignitosa. Sono più di tre milioni di persone, una cifra rimasta stabile nell’ultimo decennio, la differenza è che oggi queste persone non riescono ad accedere al sostegno, all’assistenza delle associazioni di volontariato, perché anche il terzo settore subisce i tagli dei finanziamenti, causati dalla crisi.

    Piove anche sulle persone di classe media, quelli che fino a qualche anno fa potevano permettersi una certa tranquillità di vita, cose come accendere un mutuo, mandare i figli all’università, anche a costo di qualche sacrificio, fare una settimana di vacanza: oggi invece sono paralizzati dall’incertezza del futuro.  E scivolano gradualmente verso la zona a rischio povertà. Leggi tutto…

  • Voi lettori internauti oggi vi sentirete esclusi. Questo post è dedicato a tutti quelli che non possono leggerlo. Agli italiani – e sono quasi la metà dei nostri concittadini – che non hanno ancora dimestichezza col computer e non usano internet per sbrigare pratiche burocratiche, richiedere certificati, fare operazioni sui conti correnti bancari,  comprare biglietti di treni e aerei, e insomma risparmiare tempo ed energia evitando spostamenti inutili.  Oltre a perdere tutte le occasioni di divertimento e scoperta che internet offre. Leggi tutto…

  • Quale sarà il futuro dei giovani italiani? Mentre economisti, giuslavoristi e anche filosofi si interrogano sulle possibili soluzioni alla crisi di occupazione, i ragazzi continuano a vivere. E la vita prende una sua forma. Quella di oggi, per un ventenne, sembra poco più che l’anticamera di una vita piena. Studio, stage e lavori precari, e poi tanti social network: la ricerca dell’inclusione sociale è uno dei principali problemi.

    Perché se sei senza lavoro, e hai finito gli studi, fai fatica a trovare un’identità, un posto nel mondo. Anche per il fatto che continui a dipendere economicamente dalla famiglia. Secondo la Commissione Europea un quinto dei giovani rischia la povertà o l’esclusione sociale, solo un terzo è occupato, mentre un terzo non lavora da almeno un anno. Ma siccome la vita deve trovare spazio, allora sono i giovani europei a prendere iniziativa: lasciano i loro paesi di origine, emigrano verso il Sudamerica, la Nuova Zelanda, l’Australia. Anche gli italiani sono in linea con questa tendenza: secondo il rapporto Eurispes 2012 il 60% delle persone tra i 18 e i 34 anni è disposto a cambiare paese per cercare di ottenere un lavoro. Sperano di trovare migliori opportunità di vita. Leggi tutto…

  • E’ la solita storia italiana, che nasce dalla mancanza di programmazione. Gli aeroporti minori –  che si concentrano volte in un raggio di una cinquantina di chilometri ai confini tra una provincia e l’altra – sono sorti negli anni, un po’ a caso, senza un piano complessivo, nazionale o regionale. Generalmente, gli amministratori locali autorizzano la costruzione di un aeroporto, e lo presentano come un’occasione di rilancio del territorio. Ma è davvero così? Leggi tutto…

  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario