Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Tra le cose che più si conoscono di noi nel mondo la pizza è sicuramente al primo posto. E’ il piatto tradizionale esportato dagli emigranti napoletani che alla fine dell’ottocento sbarcarono a Ellis Island, la porta di ingresso negli Stati Uniti.

    Oggi la pizza è diffusa in tutto il mondo, ma la nostra, quella tradizionale napoletana, non è protetta da alcun disciplinare internazionale. O meglio, l’Europa ci ha concesso il marchio di Specialità Tradizionale Garantita, il che vuol dire tutto e niente, nel senso che gli ingredienti per fare la pizza ognuno se li aggiusta come vuole.

    L’unica protezione a marchio è per la mozzarella di bufala Dop, e meno male che c’è, perché le aziende del consorzio si devono difendere dall’arrivo sul mercato di prodotti contraffatti. Che – guarda caso – vengono dalla Cina e approdano soprattutto in Campania, per poi ripartire verso l’estero con falsi marchi nostrani. Insomma, il solito business illegale.

    E allora? Come facciamo a scegliere una pizza buona? Ci sono due possibilità, entrambi richiedono un po’ di esperienza e curiosità da parte nostra. Possiamo andare alla ricerca di pizzaioli gourmet che espongono nei loro locali la lista dei fornitori di materie prime. Così sappiamo chi produce la mozzarella, da dove arriva il pomodoro, e soprattutto leggiamo un po’ di informazioni sulla farina. E’ quella di cattiva qualità che ci dà un senso di gonfiore dopo aver mangiato la pizza. Se invece siete affezionati al pizzaiolo tradizionale che a Napoli serve su tavoli di marmo solo Margherita e Marinara – senza altre scelte, perché così si faceva una volta – allora dovete diventare bravi a riconoscere i sapori e imparare a fidarvi del vostro palato. La farina macinata a pietra ha una fragranza particolare, la mozzarella di bufala deve ricordarci il latte fresco, è di un bianco porcellana e poi deve essere abbastanza resistente, duretta al morso, se diventa morbida vuol dire che è vecchia. Vi auguro buon appetito…con un pensiero poetico, che ci ha ricordato uno dei nostri ospiti di oggi, il giornalista Mimmo Liguoro:  una citazione dello scrittore Domenico Rea.

    La forma della pizza ricorda il Golfo di Napoli, il rosso del pomodoro ricorda i riflessi del sole, il bianco è la spuma del mare.. il verde del basilico sono le vele saracene, che un tempo solcavano il Golfo.

  • Un commento

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    • Grazie a tutti voi di Fuori Tg, avete contribuito a fare chiarezza su un problema fondamentale per il Made in Italy, che è il cosiddetto italian sounding, ovvero l’imitazione dei nostri prodotti all’estero (spesso anche in Italia però). Speriamo di rivederci presto, c’è bisogno di tanta informazione per rendere consapevoli i consumatori.

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