Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Non è soltanto la corruzione. A rovinare l’Italia sono gli sprechi, quelli dei fondi pubblici che si disperdono come acqua appena lo Stato o l’Unione Europea aprono i rubinetti.

    Perché ci sono tutte queste perdite nel nostro sistema di finanziamenti, e quanto ne subiamo i danni noi cittadini? In tema di sanità, ve ne sarete già accorti da soli, ogni volta che prenotate un’analisi urgente. Ci sono alcune regioni, come la Calabria, dove le liste d’attesa sono lunghe mesi, a volte si aspetta anche un anno, e il costo per il sistema sanitario di ogni singola prestazione – tac, intervento chirurgico – è il doppio di quanto si dovrebbe pagare, cioè del suo effettivo valore. Eppure si spendono milioni di euro per apparecchiature elettromedicali che restano abbandonate nei nuovi reparti  – mai aperti, perché non si trovano i soldi per poterli gestire.

    Nel capitolo degli sprechi la Corte dei Conti inserisce le truffe o le frodi comunitarie – in questa “specialità” siamo al secondo posto in Europa – e in generale tutti i reati perseguibili penalmente. Ma non solo. Prima di arrivare ai casi di chiara illegalità, c’è un altro livello che resta in bilico sull’orlo della legge, che sfrutta cioè le regole vigenti, le interpreta o le modifica attraverso scelte legislative – e quindi politiche – per dare vantaggi ad amici e parenti. Se oggi è più difficile piazzare qualcuno in un ente pubblico, allora si sfruttano le municipalizzate, sempre controllate dalle amministrazioni locali. Il risultato è l’incapacità dei dirigenti, magari “sistemati” per uno scambio di favori, che si trovano a svolgere un lavoro senza essere in grado di gestire in modo efficiente il denaro pubblico.

    L’incapacità di gestione si paga? A volte sì, qualcosa è stato fatto dalla Corte dei Conti, si registrano alcuni casi di sequestro di beni a chi aveva sperperato fondi pubblici, anche in assenza di specifico reato penale.

    Il principio che chi spreca deve pagare di tasca propria sta passando. Ma spesso la giustizia contabile non riesce a tenere il passo dello sperpero nelle amministrazioni pubbliche. E poi c’è la questione endemica della mancanza di memoria tipica dell’Italia. Un cattivo amministratore rimosso da un ruolo per manifesta incapacità, lo troviamo riciclato dopo un paio d’anni da qualche altra parte. Tanto, chi se lo ricorda più…

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