Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Il giudice annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subito per il licenziamento di cui sia stata accertata la inefficacia o l’invalidità.”

    Questo è uno stralcio del testo dell’art.18, tanto per essere chiari. Dunque di cosa si parla quando si parla di riforma del mercato del lavoro? Per il momento c’è uno stallo su questo articolo dello Statuto dei Lavoratori (1970), un testo fondamentale per tutte le generazioni di italiani che si sono avvalse di protezioni e garanzie, nuove per l’Italia di allora.

    Oggi la questione è se rendere più lievi o lasciare intatte le sanzioni previste per un datore di lavoro che licenzia illegittimamente.  Non si parla però della normativa che disciplina la definizione di giusta causa nel licenziamento, regolata da un’altra legge. Insomma, l’impressione è che si guardi solo a una parte delle garanzie. L’articolo 18 è diventato simbolo della partita in gioco tra Parti sociali e Governo.

    Non può essere che le imprese non assumano per paura di allargarsi e raggiungere la taglia 15 dipendenti, quella a partire dalla quale l’art.18 viene applicato. Non assumono, e anzi continuano a licenziare a causa della recessione, perché non vendono, perché le banche non fanno loro credito, e lo Stato non paga i fornitori. Il costo del lavoro è alto, ma sono alte anche le tasse e i contributi, quindi nelle tasche dei lavoratori arrivano pochi soldi, non si può spendere quasi nulla, e i consumi sono fermi.

    Una cosa che sicuramente avrete letto in questi giorni è il mitico “modello tedesco”, dove il giudice decide se indennizzare o reintegrare il lavoratore illegittimamente licenziato. In Germania il mercato del lavoro è protetto da indennità di disoccupazione e formazione professionale, i sindacati siedono nei consigli di amministrazione delle fabbriche e partecipano alle scelte aziendali. In Italia viviamo condizioni diverse. Quando avremo anche noi certezza nella definizione e applicazione delle regole, quando conosceremo un clima di fiducia e trasparenza nelle relazioni negli ambienti di lavoro, allora avremo fatto uno scatto di civiltà che ci permetterà di importare un modello come quello tedesco, e magari di inventarne uno migliore.

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