Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Due persone si incontrano, si innamorano, poi decidono di sposarsi, e si promettono che sarà per sempre. In realtà può accadere che un giorno l’amore finisca e il matrimonio rimanga. Sciogliere il vincolo giuridico che tiene unite due persone, il contratto fondato sul diritto di famiglia,  può essere una strada lunga, oltre che dolorosa ed economicamente dispendiosa, specialmente se i due protagonisti della storia andata in frantumi non si mettono d’accordo, e continuano a litigare anche davanti a giudici ed avvocati.

    In teoria tutto si può risolvere, con l’aiuto del buonsenso si raggiungono accordi economici sopportabili per entrambe le parti, ma i tempi, quelli li fissa la legge, e oggi ci vogliono almeno tre anni di attesa per passare al divorzio, dopo una separazione consensuale. In teoria, appunto. Perché nei fatti la media nazionale oscilla tra i cinque e i dieci anni, considerata la litigiosità degli ex coniugi e le lungaggini giudiziarie.

    Si potrebbero accorciare i termini dello scioglimento di un matrimonio se passasse una proposta di legge, già approvata in commissione alla Camera, che riduce i tempi ad un anno – due se ci sono  figli minori. Il provvedimento dovrà superare tutte le fasi dell’iter parlamentare, e vedremo come verrà modificato durante il percorso. Intanto, però, la vita va avanti.

    Secondo dati Istat non solo sono aumentate le separazioni, ma anche la quota che si trasforma in divorzio è cresciuta. Le coppie vogliono definire chiaramente la chiusura del rapporto, ma i tempi lunghi non aiutano. Così le nuove unioni nate dopo il fallimento di un matrimonio vivono in una zona grigia senza alcun riconoscimento. Non esistono come coppie di fatto, non previste dal nostro ordinamento, e comunque il vincolo precedente non è stato ancora sciolto, e in caso di eredità, pensioni di reversibilità, tutto torna indietro nel tempo e il matrimonio prevale. I figli? Per loro è importante che la coppia sposata o di fatto faccia scelte che privilegino il futuro dei bambini. Insomma il diritto di famiglia nei fatti è molto più complicato di quanto le norme riescano a disciplinare. Per tagliare corto, tanti italiani vanno all’estero a divorziare. Costa meno, ed è più rapido, due o tre mesi al massimo. La vita continua, e si adatta come può.

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