Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Mettiamo che voi abbiate ereditato una casa, anzi una villa, grande e sontuosa, ma non abbiate i soldi per mantenerla, anzi mettiamo che siate pieni di debiti. Che cosa ne sarà di questa eredità? Finirà in rovina, e poi verrà messa all’asta.

    E’ il caso della Reggia di Carditello, in Campania. E’ abbandonata, chiusa al pubblico, ma non ai ladri che l’hanno depredata di tutte le opere più preziose, portando via finanche alcune parti in muratura, le colonnine e le acquasantiere. Carditello è incustodita e fronteggia una discarica – quella sì, presidiata dall’esercito. Ecco uno dei paradossi tipici del nostro Paese, che quando ci sono fondi da stanziare sembra dimenticare il suo patrimonio più grande, anzi lo vive come un problema. Dunque la reggia di Carditello andrà all’asta, e forse finirà nelle mani di un privato, e chi è che non ha problemi ad investire soldi in questo momento? La criminalità organizzata, un’azienda sempre in attivo. Vedremo come andrà a finire.

    Ma a voi interessa davvero il futuro del patrimonio culturale e paesaggistico? Quando avete un giorno libero, vi capita di andare a visitare uno dei musei della vostra città, o di fare un giro delle chiese, o magari di arrivare fino agli scavi archeologici più vicini? Avreste voglia di ascoltare un concerto o di assistere a uno spettacolo, e magari siete costretti a rinunciare perché il biglietto è troppo caro? Prima le cose diventano importanti per noi, e poi cominciamo a difenderle con convinzione.

    Questo fine settimana ricorre il ventesimo compleanno del Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano che ci accompagna per due giorni ogni primavera alla scoperta di beni culturali nascosti e normalmente chiusi al pubblico. Quanti di voi hanno fatto la fila, spinti dall’evento eccezionale? Ecco, voi credete che simili  eventi, che hanno molta visibiltà in televisione e sui giornali, facciano bene alla cultura? Molti intellettuali italiani credono il contrario. E hanno firmato un manifesto per sostenerlo. Ecco come la pensa, ad esempio, il compositore Nicola Piovani:  “la cultura è pane quotidiano, vive di giorni feriali”. E ancora, questa è la battuta dell’archeologo Salvatore Settis, ospite di Fuoritg: “il sonno della ragione genera mostre”. E voi, siete d’accordo?

    Non è che noi italiani siamo sensibili alla bellezza solo una o due volte all’anno? Perché allora è inutile che i giovani continuino a studiare restauro, conservazione dei beni culturali, archeologia, o storia dell’arte. Insomma, c’è speranza?

    Qualcosa c’è. A Napoli, Rione Sanità, tutti i giorni dell’anno, i quindici ragazzi dell’associazione “La Paranza” custodiscono le Catacombe di San Gennaro, è un modo per promuovere e valorizzare la cultura del loro quartiere. Se li incontri, ti raccontano che un monumento crea lavoro, ed è un lavoro perfetto.

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