Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Sono trascorsi tre anni dal terremoto e l’Aquila è ancora puntellata, è passato tanto tempo e ora c’è anche un nuovo rischio per la sicurezza degli operai, che potrebbero finire sotto le macerie, smontando le gabbie di tubi innocenti che affollano il  centro antico della città, perché su quei palazzi puntellati non è stato fatto alcun intervento, nel frattempo.

    Lo Stato continua a spendere i soldi delle sistemazioni provvisorie degli sfollati, ma non riesce a trovare quelli che sarebbero necessari per affrontare la parte più delicata, e però più determinante per l’identità di un luogo, dove oggi i turisti vengono, ma per mangiare bene, non certo per visitare monumenti e chiese. Insomma, siamo alle solite: “Italians, good cooking, pizza e mandolino”. Vi sembra giusto, con tutta la nostra storia, con la ricchezza del nostro patrimonio artistico?

    La rabbia dei telespettatori si è scatenata sul web. Per l’85% di quanti hanno seguito la puntata di Fuortg sulla mancata ricostruzione dell’Abruzzo, la colpa è dei corrotti e degli speculatori, e chissà quante sono le infiltrazioni della criminalità organizzata in questo affare, come in tutti gli affari delle passate ricostruzioni post-terremoto nel nostro Paese, con l’unica eccezione del Friuli. Ad esempio: vi ricordate come è andata in Campania? E nel Belice? Pensate che, ancora oggi, la Sicilia aspetta quattrocento milioni di euro – una cifra difficile da immaginare, all’Aquila ne hanno poco meno di sei – e quando qualcuno, in attesa di una casa da decenni, fa causa, e la vince, i soldi li ottiene pignorando beni di proprietà del Comune siciliano di residenza. Ecco, le cose stanno così.

    Ora, tornando all’Aquila, siamo nel mezzo di una grave crisi economica e questo rende più che mai difficile lo stanziamento di fondi per la ricostruzione. Ma una volta trovati i soldi, è il sistema, con la sua burocrazia di autorizzazioni e contro autorizzazioni, e veti incrociati, a favorirne la dispersione, e a lasciare spazio per la corruzione, e lo stallo di ogni progetto. Su questo si può intervenire? Ci vorrebbero leggi e autorità di controllo. Gli abruzzesi aspettano…

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