Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Una mezzora di passeggiata al giorno di buon passo, molte verdure e pochi formaggi, niente fritture eccessive e carne ai ferri bruciacchiata, perché anche la cottura conta, oltre alla scelta dei cibi. Insomma, per evitare che il valore del colesterolo Ldl salga troppo e che questo ci esponga al rischio di infarto o ictus, conviene cambiare stile di vita. Niente di punitivo, però. Una volta imparate le regole di una alimentazione più sana avrete conosciuto anche il gusto della semplicità, dei cibi buoni e salutari. E a quel punto, uno strappo alle regole ogni tanto non farà male a nessuno…l’importante sarà avere assunto la giusta misura nelle scelte alimentari quotidiane.

    Il colesterolo è qualcosa che noi produciamo, ed è importante perché si trasforma in ormoni cortisone, acidi biliari… ne produciamo di due tipi: Ldl, quello considerato pericoloso, perché porta alla formazione di placche nelle arterie, e quindi aumenta il rischio di trombi, infarti e ictus, e Hdl, quello cosiddetto buono, che fa il lavoro contrario, porta via il colesterolo dai tessuti e ne facilita lo smaltimento attraverso il fegato. Leggi tutto…

  • L’auto non è più uno status symbol. Ma è per questo che le vendite di automobili in Italia sono crollate, segnando un – 26,7% tra 2010 e 2011? Il mercato esprime la crisi del nostro sistema economico, schiacciato tra il debito pubblico, i vincoli di bilancio europei, e le tasse che si accumulano. Oltre all’aumento dei prezzi delle auto, cresciuti in dieci anni dell’83,3%, ci sono le accise sui carburanti, il bollo, gli ecopass per i centri storici, i costi di manutenzione… Leggi tutto…

  • Cibo spazzatura. Adesso l’espressione va tanto di moda, ma sono decine di anni che mangiamo merendine, snack dolci o salati, beviamo succhi di frutta e spalmiamo creme alla nocciola, chiudendo con un sorso di qualche bevanda gassata, magari perché pensiamo che aiuti la digestione.

    Ecco, parliamone, e non solo perché il Governo ha varato un piano contro l’obesità, e prevede di tassare il cibo che causa danni alla salute. E’ un inizio, anche se i produttori di questi alimenti hanno due anni di tempo per “ridurre” – non eliminare – la quantità di grassi e zuccheri contenuti nei loro prodotti. Una linea morbida, se paragonata a quella statunitense, che ha vietato nelle mense scolastiche tutti i preparati – pasta, pane e lieviti – a base di cereali raffinati, sostituendoli con cereali integrali. Anche perché l’obesità è un costo sociale e sanitario in aumento.

    Se si arriva a simili provvedimenti è segno che qualcosa comincia a cambiare. Questo succede probabilmente perché se ne parla di più, anche se non abbastanza. Ad esempio, perché si dice junk food, cibo spazzatura? Perché è trattato come tale dal nostro organismo, che di fatto lo scarta, dato che non fornisce alcun nutrimento, ma provoca solo danni alle cellule. Leggi tutto…

  • Diminuiscono le iscrizioni all’Università. Negli ultimi dieci anni la percentuale di diplomati che diventano matricole è passata dal 70% al 60%. Ci sarà un perché. In verità ce n’è più d’uno. Le famiglie si sono impoverite a causa della crisi economica, e incontrano crescenti difficoltà nel mantenere i ragazzi durante tutto il percorso di studi. Lavorare, magari part-time, e studiare  potrebbe aiutare i giovani che non vogliono rinunciare alla laurea – ma non è semplice trovare un’occupazione. Se poi aggiungiamo che anche i laureati incontrano minori possibilità di lavoro, e spesso si devono accontentare di impieghi meno qualificati, e di paghe inferiori alle loro legittime aspirazioni, allora possiamo chiederci: perché studiare tanto? Leggi tutto…

  • “Non possiamo accettare nessun compromesso con il male”. Questo ha scritto l’Arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Racalmuto per infiltrazioni mafiose .

    Come si fa a liberarsi da una mentalità che infiltra il tessuto politico ed economico delle nostre città, sempre più diffusamente, al Sud ma ormai anche al Nord?

    Solo dall’inizio di quest’anno cinque consigli comunali sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. Purtroppo la legge non basta, è chiaro che ben prima di arrivare a un commissariamento si manifestano dei segnali del fatto che l’amministrazione locale ha intessuto relazioni con il crimine organizzato. Leggi tutto…

  • La pausa pranzo in ufficio: andiamo a mensa, oppure al bar? Niente di tutto questo: meglio una sportina con gli avanzi della cena, o comunque qualcosa di preparato a casa. Innanzitutto si risparmia. Mangiare tutti i giorni al bar o alla tavola calda, anche limitarsi a uno spuntino, significa arrivare a spendere poco meno di trecento euro al mese. Portarsi il pranzo da casa costa la metà.

    Non ci vuole tanto tempo, basta solo un po’ di organizzazione e soprattutto conviene scegliere i giusti contenitori, e usarli correttamente. In commercio si trovano decine di tipi di porta-pranzo – lunch box. Sono di plastica o di alluminio. L’importante è metterci dentro cibi a temperatura ambiente, o refrigerati se è il caso, ma mai caldi. È meglio evitare di riscaldare le pietanze già cotte e condite, perché l’olio riscaldato non è salutare. Quindi conviene portarsi dietro verdure bollite o cotte al vapore, oppure insalate scondite, e completare la preparazione al momento del pranzo. Se il lavoro che affrontiamo nel pomeriggio non è pesante non serve mangiare tanto, bastano un po’ di riso/pasta o una fetta di pane – meglio se integrali – con legumi o altre proteine, una verdura e una frutta. Leggi tutto…

  • Il latte è per voi un alimento irrinunciabile? Quanti giorni lo lasciate in frigo dopo l’apertura? E ancora, siete abituati a consumarlo freddo, o lo bollite e togliete quella che chiamiamo la “panna del latte”? Quante delle cose che facciamo sono corrette?

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  • L’angoscia ha spinto nel vuoto una pensionata di Gela il 3 aprile scorso. Aveva combattuto Nunzia Cannizzaro, con l’aiuto dei figli e di un patronato sindacale, per riavere la pensione che le era stata sospesa dopo la morte di suo marito Giuseppe. Aveva dovuto aspettare sei mesi per ottenere il ripristino, poi però ad aprile l’Inps le ha comunicato un taglio da ottocento a seicento euro perché la somma dei suoi redditi superava la soglia prevista per legge. Oggi i figli di Nunzia chiedono una spiegazione, quella che era stata negata alla loro madre, e chiedono che l’Inps instauri un rapporto più umano con i pensionati.

    I tagli alle pensioni dovuti alle variazioni di reddito sono in vigore da una ventina d’anni, nella loro forma attuale. Oggi però, con la crisi che morde, il carico di tutti i debiti del nostro Paese finisce sulle spalle dei redditi fissi, e certi, quelli più facili da tassare. Così i pensionati devono vedersela con aumenti di ogni tipo: bollette energetiche, carburanti, ma anche trasporti pubblici, e con l’Imu, e ancora con aliquote regionali e comunali. Leggi tutto…

  • Si calcola che nel 2020 la probabilità di sviluppare allergie da pollini riguarderà il 50% dei nuovi nati. Sembra una metafora dei nostri tempi. In casa siamo tutti attenti alla pulizia, ci disinfettiamo le mani con i gel antibatterici, spruzziamo gli antiacari, poi però usciamo e veniamo investiti da un’ondata di polveri sottili e agenti inquinanti che trasportano nei nostri polmoni anche virus e batteri, e soprattutto pollini  allergenici.

    Se a questo quadro aggiungiamo anche i cambiamenti climatici che allungano i periodi di fioritura delle piante, capiamo perché un soggetto allergico si può trascinare le infiammazioni alle vie respiratore, con corredo di starnuti e tosse, per una buona metà dell’anno. Esistono soluzioni? Leggi tutto…

  • L’aumento dei costi delle bollette dell’energia è come una tassa che cresce periodicamente, e non c’è scampo per nessuno. A meno che non si torni al vecchio sistema delle candele, non si trova un modo per risparmiare. Ci eravamo fatti qualche illusione con l’introduzione delle tariffe biorarie, e in effetti all’inizio erano state presentate come una scelta conveniente. Perché invece non funzionano?

    Perché il prezzo dell’energia elettrica nelle ore notturne è cresciuto, e ha accorciato la distanza con quello diurno, così siamo passati in due anni dal 40% a circa il 15% di differenza. In teoria questo permetterebbe comunque un risparmio, in pratica però non è così, c’è una differenza di pochi euro all’anno tra i virtuosi del contatore e tutti gli altri – per così dire – meno attenti.  Questo per quanto riguarda i principali gestori. Sul mercato libero si trova di meglio? Si può arrivare a risparmiare fino al 10%, ma bisogna studiare bene le proposte, perché le offerte hanno tutte una scadenza, oltrepassata la quale, il prezzo risale… Leggi tutto…

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