Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • I dati sull’occupazione sono sotto i nostri occhi, e sono terribili. Un giovane su tre sta a casa, non lavora e non studia. Non ha alcuna certezza riguardo al futuro. La domanda è: questa riforma del mercato del lavoro, così come viene anticipata dai documenti provvisori noti fino a questo momento, aiuterà i giovani a riguadagnare posizioni?

    Il Governo punta a creare occupazione e a ridurre il precariato, a far venire alla luce tutte quelle posizioni ricattatorie – che oggi abbondano – in cui il lavoratore viene assunto formalmente “a progetto” o come professionista dotato di partita Iva, e invece di fatto si deve comportare come un dipendente in rapporto di lavoro subordinato, a tutti gli effetti.

    Cosa cambierà, per quello che ne sappiamo? Intanto il contratto a termine non potrà essere esteso oltre i tre anni, e i contributi saranno più elevati, lo stesso vale per i Co.Co.Pro., che saranno smascherati: il progetto indicato nel contratto dovrà essere reale, e non potrà coincidere con l’oggetto sociale dell’impresa che assume.

    Rovesciando la questione dal punto di vista delle imprese, c’è anche una sola buona ragione per assumere, in questi tempi di recessione? Certo che c’è, assumono le aziende che hanno investito in innovazione e ricerca, e oggi crescono, grazie a buone esportazioni si sono ristrutturate, e sono in grado di agganciare la ripresa economica fuori dall’Europa, dove qualcosa si muove. Ma quante sono le imprese italiane in simili condizioni? Evidentemente troppo poche, altrimenti non ci sarebbero indici di disoccupazione come quelli diffusi ieri da Istat.

    La flessibilità in entrata dovrà cambiare, per favorire le assunzioni. Ma come cambierà? Ci sarà più spazio per l’apprendistato, ma poi le aziende terranno sotto contratto stabilmente i lavoratori che hanno formato? I contratti a termine non andranno oltre i tre anni di durata, le partite Iva finte dovranno essere regolarizzate in forma di lavoro subordinato. E i contributi per questi contratti saranno più alti. I salari, invece, non è detto che crescano. Chi pagherà il maggiore costo del lavoro, o meglio come sarà ripartito questo peso tra le aziende e i dipendenti? Tutto è ancora aperto, vedremo.

    Oggi vi abbiamo chiesto quali effetti produrrà la riforma del lavoro? Offrirà nuove scappatoie a danno dei lavoratori, così la pensa il 92% di voi telespettatori di Fuoritg. Percentuale bulgara…ma ne riparleremo.

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