Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • L’aumento dei costi delle bollette dell’energia è come una tassa che cresce periodicamente, e non c’è scampo per nessuno. A meno che non si torni al vecchio sistema delle candele, non si trova un modo per risparmiare. Ci eravamo fatti qualche illusione con l’introduzione delle tariffe biorarie, e in effetti all’inizio erano state presentate come una scelta conveniente. Perché invece non funzionano?

    Perché il prezzo dell’energia elettrica nelle ore notturne è cresciuto, e ha accorciato la distanza con quello diurno, così siamo passati in due anni dal 40% a circa il 15% di differenza. In teoria questo permetterebbe comunque un risparmio, in pratica però non è così, c’è una differenza di pochi euro all’anno tra i virtuosi del contatore e tutti gli altri – per così dire – meno attenti.  Questo per quanto riguarda i principali gestori. Sul mercato libero si trova di meglio? Si può arrivare a risparmiare fino al 10%, ma bisogna studiare bene le proposte, perché le offerte hanno tutte una scadenza, oltrepassata la quale, il prezzo risale…

    Perché l’energia costa cara? Intanto perché la importiamo, pur avendo la capacità di produrne a sufficienza. E la importiamo perché ce la vendono più a buon mercato. E però la bolletta resta alta, anche a causa di tutto quello che contiene, oltre all’energia e ai costi di rete e contatori paghiamo imposte e oneri generali di sistema, e tra questi ci sono anche gli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono un 10% della bolletta. Ora, è giusto incentivare l’energia pulita, ma chi deve sostenere questi costi? Al momento siamo noi consumatori.

    Il Governo ha deciso di ridurre gli incentivi, togliendo dalle previsioni di spesa circa tre miliardi di euro l’anno. Questo minore costo comporterà una crisi nel settore delle rinnovabili, che conta decine di migliaia di addetti? Forse. Significherà maggiori spese per i privati che vorranno installare un impianto domestico di energia rinnovabile, ad esempio pannelli fotovoltaici sul tetto? Forse. Ma almeno il taglio degli incentivi alle rinnovabili farà diminuire l’importo della nostra bolletta? Questo proprio no, lo ha detto il ministro dell’Ambiente in persona, Corrado Clini, il giorno dopo la presentazione del piano del Governo. Perché no? Per il solito motivo: le importazioni, la mancanza di concorrenza, gli ostacoli burocratici, insomma tutto quello che appesantisce un settore strategico del nostro Paese.

    Fate una cosa, allora: riducete il più possibile i consumi, e poi andate sul sito dell’Autorità dell’Energia a confrontare i vostri requisiti di reddito per verificare se rientrate nelle fasce di popolazione che pagano la corrente elettrica a un prezzo sociale. Visto che con le nostre bollette finanziamo anche una tariffa speciale, almeno chi ne ha diritto usi questa quota, che è giustamente a carico della collettività.

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