Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Il latte è per voi un alimento irrinunciabile? Quanti giorni lo lasciate in frigo dopo l’apertura? E ancora, siete abituati a consumarlo freddo, o lo bollite e togliete quella che chiamiamo la “panna del latte”? Quante delle cose che facciamo sono corrette?

    Gli italiani consumano ogni anno quasi mille milioni di litri di latte fresco, quello pastorizzato – a una temperatura di 74°  per quindici secondi – per eliminare germi e batteri, conservando le caratteristiche organolettiche del latte, così la scadenza arriva fino a 6 giorni. Il latte intero fresco viene lavorato entro 48 ore dalla mungitura e quello alta qualità entro 24 ore. Sono entrambi sanificati e possono essere bevuti così, senza bollitura – togliere la “panna del latte” è un danno perché significa eliminare le proteine.

    Si può invece fa bollire il latte crudo, quello munto e semplicemente refrigerato prima della commercializzazione. In alcuni casi può mantere batteri e microorganismi patogeni, per questo al momento della vendita è obbligatorio esporre un cartello che ricorda di bollire il latte prima del consumo.

    Comunque il latte ad alta qualità, che invece è già sanificato dalla pastorizzazione, mantiene tutte le proteine e i grassi propri dell’alimento migliore, e i criteri di selezione dei produttori sono molto rigidi, superiori alle regole fissate normative europee, anzi gli italiani sono gli unici a produrre alta qualità – in campo alimentare ci distinguiamo.

    Detto questo, non è obbligatorio bere il latte, anzi ci sono persone intolleranti che devono evitarlo. I latti vegetali sono una buona alternativa, ma devono essere senza zuccheri aggiunti, e mai addizionati con altri elementi: più naturali sono meglio è, quello di riso è preferibile integrale.

    Il calcio e le proteine del latte sono necessarie ai bambini molto piccoli, ma gli adulti – anche quelli con osteoporosi – possono tranquillamente assumere calcio dai vegetali: cavoli, mandorle, frutta secca, e anche dall’acqua del rubinetto: per fissarlo bisogna fare un po’ di attività fisica al sole, anche una camminata all’aperto, l’importante è però che diventi un’abitudine.

  • 3 Commenti

    WP_Modern_Notepad
    • Ho rinunciato al latte e derivati 5 anni fa.
      Sono vegana e ho iniziato per motivi etici.
      La scelta etica è stata un enorme vantaggio per la salute: gastrite, colite e reflusso sono scomparsi, il ferro si è normalizzato (si sa che latte e latticini non consentono l’assimilazione del ferro).
      Il calcio assimilabile dall’organismo umano è contenuto nei vegetali, nella frutta secca, nel latte di mandorle etc.
      Basta con questo falso mito del calcio contenuto nel latte di specie diverse dalla nostra! L’animale umano è l’unico che forza il proprio organismo bevendo latte diverso da quello della propria specie una volta terminato lo svezzamento.
      Diletta Di Simone.

    • giorgio catellani scrive:

      io bevo quello di capra

    • giorgio catellani scrive:

      mi piacerebbe molto se faceste una puntata sulla chiesa ed invitaste il pro.oddifreddi

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