Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Se la disoccupazione riguarda il 36% dei giovani, allora bisogna inventarsi qualcosa. Ma cosa? L’italica arte di arrangiarsi si applica, ora più che mai, al tema della sopravvivenza di generazioni di giovani in questi tempi di crisi economica. Ci sono tanti modi per reinventarsi un futuro. Tutti però richiedono una visione, bisogna credere nelle proprie possibilità. Altrimenti si rischia di non cogliere  opportunità che sono già a disposizione, o magari di sottovalutarle.

    Ad esempio, in alcune catene di ristorazione tipo i fast food, che assumono ragazzi come addetti alle vendite, si fanno carriere rapide – quattro anni per scalare tutta la gerarchia, da inserviente a direttore del punto vendita.

    Ora, è chiaro che non tutti i ragazzi che studiano e lavorano saltuariamente come cassieri o commessi vogliano fare questo mestiere per sempre, anche perché le forme di contratto applicate non sono sempre regolari, e spesso nascondono lo sfruttamento sotto mentite spoglie – vedi la famigerata “associazione in partecipazione”.

    Ma insomma, una visione è necessaria, per capire come trarre il meglio da tutte le situazioni che si vivono, e anche da lavori inizialmente insoddisfacenti.

    Certo, se lo dite a quanti sono stati licenziati a causa della crisi di una delle migliaia di aziende manifatturiere italiane, potrebbe rispondervi che è facile teorizzare, che le situazioni bisogna viverle. Ma esistono operai metalmeccanici che si sono trasformati con successo in operatori shiatsu, e oggi fanno i piccoli imprenditori.

    Quello che manca, oltre alla fiducia, sono le possibilità di formazione: un lavoratore dipendente che decide di mettersi in proprio non deve solo trovare i finanziamenti, deve anche imparare a mandare avanti una piccola azienda. Nel nostro paese sono in pochi a credere nell’istruzione, e mancano serie proposte di orientamento degli studenti delle scuole superiori, che infatti spesso arrivano all’università e cambiano facoltà dopo il primo anno, finendo fuori corso praticamente subito, solo perché non sapevano bene cosa scegliere dopo il diploma. Per non parlare delle possibilità di formare personale in vista del reimpiego: il disorientamento domina la vita di molti disoccupati, che non riescono neppure a immaginare un lavoro diverso da quello che hanno perduto, perché non saprebbero  da dove cominciare. Insomma la crisi è un’opportunità, può aprire nuove strade da percorrere, ma servono gambe forti e scarpe nuove.

  • 3 Commenti

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    • mdemedici scrive:

      Ecco l’indirizzo del blogger Devis Bonanni:
      http://www.progettopecoranera.it

    • A proposito di “arrangiatevi”. Sono una esodata, e mi sto arrangiando.
      Non riesco a capire perche’ tra i vari lavori, non si accenna mai alla possibilita’ di entrare in un Network Marketing serio. E ce ne sono, sapete? Dato che il mito del posto fisso sembra decaduto, e, al momento, anche del posto “variabile”, trovo che un’attivita’ imprenditoriale che non richiede capitali, che veicola prodotti di alta qualita’, dovrebbe essere un richiamo!
      Eppure, nessuno ne parla, oppure quando se ne parla e’ solo per denigrare.
      Beh io ci sono entrata e vi posso assicurare che, oltre ad essere un’azienda molto seria, quella per cui opero fa anche corsi gratuiti di formazione…meglio di cosi’…

    • per favore vi chiedo di farmi sapere il blog di quel ragazzo che ha rinunciato al posto fisso per andare a vivere in campagna, grazie

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