Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Senza lavoro e senza pensione, quanti sono gli esodati, e chi deve farsene carico? Il Governo, questa è l’opinione dell’82% di voi telespettatori. Non c’è dubbio, quindi. Perché in gioco c’è il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato: i sacrifici li facciamo, se sono necessari, ma il rispetto delle persone deve venire prima di tutto.

    La storia è più o meno sempre la stessa. Un lavoratore fa un patto con la propria azienda, un accordo di esodo incentivato, basato sulle regole vigenti fino a qualche mese fa. Poi le regole cambiano, e la stessa persona che sarebbe legittimamente andata in pensione, improvvisamente non ha più i requisiti necessari. Resta senza alcun reddito, e saltano i bilanci familiari, si deve smettere di fare qualunque progetto, perché la prospettiva è di rimanere a secco per sei-sette anni.

    Tutto è nato dalla fretta di una riforma che andava fatta subito, e c’è da chiedersi perché nessuno – nei meandri degli uffici ministeriali, dove tutto si conosce da decenni – abbia posto la questione prima del varo delle nuove regole per le pensioni. Comunque sia andata, ora bisogna tornare indietro, una soluzione – quella annunciata dal ministro per i primi 65mila esodati – dovrebbe arrivare il prossimo nove maggio, con un accordo tra Governo e parti sociali. Ma qui ci sono in tutto 341mila persone, e il dato si riferisce al periodo 2012-2016. E dopo? Quanti ancora ce ne saranno?

    Quali soluzioni si potranno ipotizzare per questi lavoratori? Si possono sommariamente dividere in categorie come mobilità, incentivi al prepensionamento, solidarietà, prosecuzione volontaria, e anche genitori con figli disabili – categorie che indicano condizioni di fragilità, e con poche speranze. Sono vittime della crisi, è difficile pensare che le aziende possano riassumere dopo avere incentivato all’esodo queste persone, che d’altra parte non potrebbero trovare i soldi per versarsi i  contributi volontari che le accompagnerebbero alla pensione.

    In attesa delle risposte del Governo per sostenere gli esodati, se vi siete riconosciuti in qualcuna di queste categorie, raccontate la vostra storia, la troverete pubblicata di seguito. E ne riparleremo.

  • 6 Commenti

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    • mdemedici scrive:

      Piera, credo sia presto per capire cosa accadrà dopo il 2013, ma il commento di Walter Passerini può essere in parte una risposta ai suoi dubbi…

    • walter passerini scrive:

      E allora la montagna partorì il topolino. Dopo mesi di discussione e di allarmi, sulla vicenda esodati ed esodandi cala il sipario, un siparietto, per la verità. Risulteranno coperti nel decreto previsto entro giugno, ma che probabilmente verrà emanato entro maggio, i pensionandi per accordi sottoscritti entro il 2011 che vanno in scadenza entro il 2013. Per quelli che esonderanno, secondo il ministro Elsa Fornero vi è il limite delle risorse. Dal 2014 si vedrà. Due osservazioni. La prima: il governo tecnico non assume costi oltre il 2013, data della sua scadenza. Secondo: la disparità di trattamenti per gli esodandi oltre il 2013 rischia una valanga di contenziosi, al limite della costituzionalità. L’unico lumicino di speranza è che da qui alla stesura del decreto qualcuno possa cambiare idea. Ma mi sembra francamente difficile.

    • PIERA GARBARINO scrive:

      sono un esodata delle poste.ho terminato il lavoro il 31 dicembre 2010 con 35 anni e otto mesi di lavoro e 58 anni e 6 mesi di eta’ essendo nata il 28 giugno 1952.a questo punto non ci capisco piu’ niente compiro’ 60 anni il 28 giugno prossimo e come da accordi con le poste ho ricevuto il compenso sino al 28 giugno 2013 dopo di che sarei potuta andare in pensione di vecchiaia.Ora non capisco se sar0′ conteggiata nei primi 65ooo o che ne sara’ di me,senza stipendio e senza pensione?grazie se vorrete rispondermi.

    • Carlo Enrico Leale scrive:

      Io sono stato prepensionato nel 1994 dal governo Berlusconi, sono uscito dal ciclo produttivo il 31 dicembre 1996 e dal giorno successivo mi sembrava di essere un parassita, un essere inutile che nessuno volesse oramai più

    • Carlo Enrico Leale scrive:

      IL LAVORO è LA DIGNITA’ DELL’ESSERE UMANO, SENZA LA DIGNITA’ RESTA SOLO LA MORTE.

    • la mia storia è una delle tante tutte uguali,mi sono fidato di questo stato che a parole predica legalità come un baluardo della convivenza civile e poi nei fatti è il primo che non rispetta le leggi ,quale esempio da uno stato che si comporta così ? come si fa non giustificare i “furbi” che delle leggi se ne fregano.

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