Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Vivere con il terremoto, questa sembra la prospettiva della gente emiliana, e nessuno vorrebbe avere dinanzi un simile orizzonte. I sismologi dicono che la placca africana preme su quella europea, che gli appennini si dirigono verso le alpi e in futuro – tra alcuni miloni di anni – la pianura padana non esisterà più. Già, ma oggi?

    Bisogna ricominciare a vivere, a lavorare, a produrre, perché il tessuto economico emiliano, uno dei più fiorenti d’Italia, rischia di sfilacciarsi tra i mille rinvii tipici della burocrazia nazionale, da cui dipendono i finanziamenti alle imprese danneggiate dal terremoto,  e  le multinazionali che potrebbero andarsene, investire altrove per assicurarsi un futuro più prevedibile. Cosa manca? I sindaci dei paesi distrutti dicono tutti la stessa cosa: non mandateci altre tende, mandateci capannoni antisismici, perché quelli vanno ricostruiti per primi, prima dei monumenti e delle case.

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