Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • La vita delle persone ci va sempre di mezzo. Gli aiuti di Stato hanno tenuto in piedi affari che non reggevano la concorrenza, che andavano a vantaggio degli industriali e insieme garantivano posti di lavoro ma si fondavano su scelte improvvisate, e oggi, drammaticamente, vengono a nudo le conseguenze di un processo che risale indietro di decenni. Certo, il declino economico della Sardegna si gioca sulla pelle delle persone.

    Peggio, tutti sapevano che il rischio di chiusura di Alcoa e Carbosulcis era concreto, eppure, negli anni, tutti hanno continuato a improvvisare, a cercare un tornaconto immediato, piccolo o grande, insomma a recitare parti in commedia. Con livelli di responsabilità diversi, ciascuno ha evitato di affrontare il problema. E oggi? E’ tardi per tornare indietro, ma si può cominciare a programmare un futuro, sempre garantendo un lavoro ai dipendenti del polo industriale di Porto Vesme, agli operai dell’alluminio e ai minatori del Sulcis.

    Ma la Sardegna è specchio del resto di Italia, dove all’improvvisazione delle  politiche industriali ha fatto da specchio, dagli anni ’90 ad oggi, il declino economico di molta parte delle aree deindustrializzate, specialmente delle regioni meridionali.

    Ricordate la riconversione di Bagnoli, dopo la chiusura dell’Italsider? E’ diventata il teatro di una contesa per il controllo di un fazzoletto di terreni, pure avvelenati e da bonificare, ma comunque potenzialmente sfruttabili. E mentre passavano gli anni delle decisioni politiche, gli abitanti dell’area soffrivano la perdita di occupazione e di identità che la chiusura di una fabbrica comporta. Cosa succederà in Sardegna?

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  • 5 Commenti

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    • mdemedici scrive:

      Grazie per i complimenti, e per l’incoraggiamento, facciamo del nostro meglio!

    • Carlo Enrico Leale scrive:

      SE IL NUOVO ANNO COMINCIA CON SERVIZI DI QUESTO LIVELLO SARETE IMBATTIBILI SU TUTTA LA LINEA, PER ME QUESTO E’ IL” FUORI TG” MIGLIORE DI TUTTI I TEMPI.
      GRAZIE

    • mdemedici scrive:

      Ne parleremo in una delle prossime puntate! Abbiamo già affrontato la questione lo scorso anno, ma più tempo passa e più la situazione si aggrava. Insomma, ci torneremo.

    • andrea masala scrive:

      E’ la solita guerra tra poveri, ma mentre si parla tanto dei poveri cristi di Alcoa o Carbosulcis, ci si dimentica di quelle migliaia di autonomi, spesso diventati tali perchè non c’era uno straccio di posto in una Alcoa della situazione, che senza neppure iniziare, sono debitori del fisco (che producano oppure no), e che vivono con l’assillo della ricerca del lavoro quotidiano che non c’è. Nella quasi totalità almeno in Sardegna (Sulcis compreso) sono oberati da debiti inventati da una fiscalità criminale, e quindi facilmente preda di Equitalia che non si fa scrupolo di portarli alla rovina e al fallimento. Si tratta di migliaia di persone con famiglia sulle spalle e che non hanno neppure gli ammortizzatori che invece i su citati dipendenti hanno. Perchè non approfondite le vostre inchieste anche su questi altri lavoratori? Mentre l’insieme Alcoa e Carbosulcis mettono in crisi mille posti di lavoro, di autonomi sicuramente ne sono “saltati” in diverse decine di migliaia, e solo qui in Sardegna. Tanti ritornano al nero
      ( che neppure c’è) per sopravvivere.

    • purtroppo la sardegna e’ sempre stata mal gestita dai vari governi regionali che invece di valorizzare le qualita’ naturali quali turismo e agropastorizia unici nel suo genere, e’ stata vittima di abusi e soprusi di ogni genere senza contolli di legalita’ su investimenti miliardari su qui hanno beneficiato gli industriali propensi solo a riempirsi le loro tasche illudendo i sardi nel dire che avrebbero avuto un futuro ricco e prosperoso.

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