Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Ieri pomeriggio a Nettuno, sul litorale laziale, c’è stata un’esplosione in un chiosco di bibite. C’era tanta gente in strada, famiglie con bambini – ieri il tempo era bello, molti approfittavano di questo scampolo d’estate. Nessuno si è fatto male, ma la paura è stata tanta…

    A Nettuno, come a Terracina e in generale lungo le coste del basso Lazio, le infiltrazioni criminali condizionano la sicurezza delle persone, sempre più pesantemente, oltre a inquinare tutto il tessuto economico, dai lidi, al mercato ortofrutticolo, alle imprese di pompe funebri. La situazione si estende a gran parte del territorio nazionale, anche se ci sono territori in cui il fenomeno si fa più evidente.

    Avete mai pensato che il negozio in cui entrate, il ristorante che ha cambiato gestione quattro volte nell’ultimo anno, e poi i lavori di rifacimento della facciata del vostro palazzo, o quei cantieri che si aprono nei nostri quartieri siano altrettante fonti di reddito per la criminalità organizzata? A chi diamo i nostri soldi, e quanto contribuiamo noi tutti, non volendo, inconsapevolmente, al mercato criminale che continua a fare affari, anzi ne fa forse di più, oggi che c’è la crisi?

    Le imprese criminali hanno maggiore facilità a trovare il denaro da investire, e poi riescono ad alimentare una zona grigia di connivenze difficili da stanare perché legali, almeno formalmente. Le mafie sfruttano le opportunità delle mutate condizioni economiche, e hanno una capacità di adattamento rapidissima, ma le strutture di contrasto sono invece molto rigide. Sono vecchi gli strumenti di indagine, lenti i tempi della giustizia, troppo spesso i fatti di sangue – quando avvengono – sono analizzati come fenomeni circoscritti, episodi isolati. Ma non è così.

    Di più, dal momento che i gruppi criminali non si possono permettere gli stipendi che un tempo  garantivano agli affiliati, lo snellimento dell’azienda mafiosa, ramificata in tanti piccoli franchising della droga, rende ancora più difficile il contrasto dello spaccio.

    In questi giorni polizia e carabinieri presidiano il quartiere napoletano di Scampia. Anche se arrestassero tutti gli spacciatori, nessuno di questi probabilmente li porterebbe al capo dell’organizzazione. E quando le forze dell’ordine saranno andate via, tutto tornerà come prima.

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