Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Ci sono alternative improponibili, e certamente la scelta tra salute e lavoro è tra queste. Il conflitto è esploso a Taranto, da quando un giudice ha ordinato lo spegnimento degli altiforni, per salvaguardare la salute delle persone.

    A livello industriale, vuol dire riorganizzare la produzione dell’acciaio, limitarla alla fase di laminazione di un prodotto importato. Ci sono in ballo posti di lavoro, e soprattutto c’è la vita degli abitanti del rione Tamburi – secondo i dati della Asl di Taranto i ricoveri per cancro sono raddoppiati nei primi sei mesi del 2012, rispetto a un anno prima.

    Oggi in Procura a Taranto si discute dei tempi di attuazione della chiusura dei sei reparti già sequestrati. Da ieri è legge il decreto per la bonifica delle aree ioniche, quello che riguarda le strade, il mare, i giardini del rione Tamburi. Ma se dalla fabbrica continuano a uscire i fumi di raffreddamento del cock, che spargono diossina nell’aria della città, è inutile pulire le strade e bonificare le aree verdi. I tappetini davanti alle porte degli appartamenti si riempiono di polvere rossa tutti i giorni.

    Si può continuare a far andare la fabbrica e intanto bonificare? Certo che si può, ma bisogna controllare le emissioni, evitare di spargere altro veleno, lavorare al risanamento degli impianti. Perché tutto questo non è stato fatto prima?

    Noi non siamo nulla, ha detto oggi una signora del quartiere Tamburi. La sua voce si sovrappone a quella degli abitanti di altre decine di città italiane, che ospitano altrettante fabbriche avvelenate, alcune in funzione, altre dismesse. La salute non è mai negoziabile.

  • 2 Commenti

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    • Carlo Enrico Leale scrive:

      veramente bello e ben fatto

    • Purtroppo non ci sono leggi adeguate che puniscano severamente chi non salvaguardia la salute dei lavoratori e dei cittadini nelle fabbriche inquinanti,la crisi economica che stiamo affrontando di certo non aiuta ad affrontare drasticamente il problema,molte persone devono decidere se morire di fame perche’ chiudono le fabbriche,o se morire di malattie da inquinamento…

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