Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • In principio furono le new town, la soluzione-lampo per la vita quotidiana dei terremotati abruzzesi. Oggi sono passati tre anni e mezzo dal sisma e ormai sappiamo che il progetto di ricostruire altrove fu un dispendio inutile – almeno per la collettività, forse non per le ditte incaricate – e soprattutto fu un modo per non affrontare i problemi più spinosi, che oggi si ripropongono se possibile aggravati, come macerie accantonate troppo a lungo.

    Tutti sono d’accordo, ormai, a considerare le case periferiche dell’Aquila un errore da non ripetere. Case solide e definitive producono isolamento di famiglie e persone anziane dal tessuto sociale della città. Non ci sono servizi, né trasporti, l’auto diventa indispensabile per la vita quotidiana delle persone. Ci voleva il monito del Presidente della Repubblica? Gli abruzzesi lo sapevano già, se ne erano accorti subito.

    Dopo tre anni continuiamo a contare quanti calcinacci sono rimasti in terra, nel centro storico dell’Aquila, e allora diventa inevitabile il confronto con l’Emilia, dove ancora molti centri sono diroccati, ma a pochi mesi dal sisma le attività stanno ripartendo, e si respira una certa aria di ripresa.

    Che fine hanno fatto i fondi per l’Emilia, quelli mandati con sms solidali da tutti i cittadini italiani, sull’onda dell’emozione seguita all’onda sismica di primavera? Finora li hanno tenuti gli operatori telefonici. Finalmente saranno sbloccati, anche se si tratta di una piccola parte di quanto servirà per la ricostruzione. “La mia casa è inagibile ma l’iter burocratico mi fa piangere”, ci ha detto una signora di Mirandola.

    Il silenzio nei centri storici emiliani – deserti fino a due mesi fa – faceva paura, oggi già qualcosa è cambiato. Il credito cooperativo finanzia gli imprenditori sulla base delle relazioni personali con loro. Se un agricoltore ha avuto il suo trattore sepolto dalle macerie la banca – che lo conosce – gli concede un nuovo prestito per comprare un altro trattore, che farà da garanzia anche per il vecchio, quello finanziato prima del terremoto.

    A proposito, se inviate sms solidali per sostenere qualche buona causa, sappiate che gli enti del terzo settore, non profit, sono quelli che per primi fanno arrivare i soldi nei territori colpiti dai disastri…

  • 2 Commenti

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    • andrea masala scrive:

      Gentile signora Sandra, le sono, se posso permettermi, molto vicino ed ha la mia più totale comprensione e stima, lei e tutta la gente del suo territorio terremotato 2 volte. La seconda scossa è proprio quello che lei lamenta , la lontananza, anzi l’arroganza di uno stato che non si cura affatto dei suoi cittadini, portando avanti un’opera indecente di oppressione fiscale. Certe persone si riempiono la bocca di frasi del tipo “la costituzione ci rende tutti uguali nei diritti e nei doveri , nessuno escluso” Per cose mie , ma non ci vuole molto, dico che mai menzogna fu più santificata. Premetto che io non ho nessuna simpatia per il signor Berlusconi, però devo riconoscere che sotto il suo governo ( sarà anche stata una guasconata ad effetto da parte sua) gli aquilani hanno goduto degli aiuti da lei ricordati, ed a costo di attirarmi addosso tonnellate di antipatie, dico che tanta gente compreso il p. Napolitano di costruzioni non capisce nulla , e parla solo per partito preso, pur di portare avanti un certo gioco delle parti. Non hanno il coraggio di dire che l’Aquila con il suo centro storico è materialmente ( non solo economicamente) impossibile da ricostruire. Le così dette new town sono state l’unica cosa da fare (furbetti del quartierino a parte ed in galera) per garantire un tetto solido almeno ad una parte della popolazione, e sentire che si disprezza l’aiuto ricevuto mi sembra un insulto a gente che come lei sicuramente non vedrà mai un aiuto di quella portata. Tutti i grillo parlante dell’occasione, che hanno chiara la soluzione che andava adottata allora ( all’Aquila) e cioè i container provvisori, ( tradotto perenne ) in attesa della ricostruzione, (ma quando?) sono in mala fede . Ci si deve rassegnare all’idea che l’Aquila non verrà mai più ricostruita così com’era. Un conto è ricostruire un capannone industriale con tutti i crismi, con i finanziamenti è facile. Un’altra cosa è ricostruire con le stesse macerie un edificio vecchio di secoli, selezionando e catalogando pietra dopo pietra. Il costo assorbirebbe tanti di quei soldi che non abbiamo e dato l’andazzo esistente, mai ci saranno. E poi cosa accadrebbe a ciò che venisse ricostruito, se si verificasse un’altra scossa? Chi saranno gli altri “sfigati” che pagheranno se si verificassero (a seguito di nuova scossa “non prevista”) altre vittime?. Buona fortuna gentile signora, con questi che comandano e dispongono di noi come meglio credono è il minimo che posso augurarle.

    • Abito a Mirandola e vivo la quotidianitá deformata dal sisma
      è vero che qualcosa sta cambiando, e se ciò accade lo si deve soprattutto ad una incredibile volontá degli abitanti di volersi lasciare alle spalle il più in fretta possibile questa dura esperienza, di ricostruire, di ripristinare condizioni di lavoro e di vita ordinarie.
      Ma Vi assicuro che non manca lo sconforto per uno Stato, che se non si può dire assente, senza alcun dubbio può definirsi lontano, molto lontano dai problemi che le popolazioni colpite dal sisma stanno vivendo: non solo perdite di vite umane (fortunatamente qui contenute rispetto ad altri eventi, ma non per questo meno drammatiche!), danni materiali, danni indiretti che hanno colpito indistintamente tutti anche quelli che non hanno subito danni rilevanti all’abitazione o al capannone o allo stabilimento produttivo, magari perdendo il lavoro, oppure le commesse….
      Quello che dico trova conferma nell’art.11 del DL174/2012 in cui si chiede ai terremotati di provvedere al versamento dei tributi e contributi in unica soluzione entro il 16/12/2012 magari, se si è una impresa con i requisiti per accedere ai contributi per la ricostruzione dell’immobile, si può chiedere un finanziamento in banca (senza che questa sia obbligata a concederlo!) finanziamento garantito dallo Stato con interessi a carico del fondo per il sisma. Ma nessuno sembra rendersi conto che anche la cosiddetta ricca Emilia ha bisogno di aiuto! La ripresa fino ad ora è stata sostenuta finanziariamente dai privati cittadini, imprese e professionisti…le risorse non sono infinite! anche l’emilia è stretta nella morsa della crisi come le altre Regioni, non interessate dal sisma!
      è inevitabile, a questo punto, un confronto con il trattamento riservato ai terremotati dell’abruzzo; a parte la sospensione per questi accordata anche per gli adempimenti e i versamenti dovuti in qualitá di sostituto di imposta -vietata in emilia senza che vi siano state reazioni particolari delle varie “entitá” di rappresentanza-, la sospensione in Abruzzo ha avuto una durata significativa che nella maggior parte dei casi ha toccato i 20 mesi, contro i 6 dell’emilia al max prorogabili di altri 5 mesi se sussustono le condizioni enunciate per l’accesso al finanziamento. Non solo: la ripresa dei versamenti di quanto sospeso in Abruzzo ha avuto inizio a gennaio 2012 (duemiladodici), con il riconoscimento inoltre di uno sconto del 60%, oltre alla possibilitá di versare in 120 (centoventi) rate, ovvero in 10 anni!
      Non parliamo poi del riconoscimento di zona franca per l’Aquila nel recente giugno 2012 (decreto pubblicato nella gazzetta n.204 del 1 settembre 2012)….
      E tralasciamo la burocrazia per accedere ai contributi che lascia quasi pensare che si cerchi di restringere più che agevolare l’accesso…mi unisco al pianto di quella Signora citata nell’articolo!
      Un ringraziamento però lo devo fare a tutti i volontari e a tutte le manifestazioni di solidarietá manifestate dai privati e dal mondo dello spettacolo, che ci hanno fatto sentire meno soli!
      Sono stanca di essere cittadino solo per le qualitá di contribuente!!!!
      Ringrazio per la cortese attenzione

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