Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Gli italiani discutono, protestano, si battono contro i progetti potenzialmente dannosi per l’ambiente e la vita delle persone. Nel frattempo gli amministratori prendono decisioni, ma spesso sullo stesso territorio insistono enti locali di orientamento politico contrapposto, e così le scelte risultano incongruenti, e insomma finisce che arriva la solita multa per infrazione dall’Unione Europea.

    Ecco, questo è più meno il riassunto della questione annosa della gestione dei rifiuti nel nostro paese.

    Il 65% di raccolta differenziata è l’obiettivo da centrare – in teoria già da quest’anno, in pratica nel 2016, speriamo. La speranza è anche di riuscire a pagare tasse sui rifiuti più basse di quelle di oggi, e questo dipende da quanto ricicliamo, ma anche da come lo facciamo. Fare più raccolta differenziata vuol dire spostare in avanti il problema, nel senso che poi, una volta separata la plastica dalla carta e dal vetro, e l’organico dall’indifferenziato, dovremmo avere efficaci sistemi di smaltimento e recupero dei materiali.

    Comunque, al momento siamo al 31% di differenziata e continuiamo a pagare gli Stati del Nord Europa, che si prendono la nostra spazzatura per trasformarla in riscaldamento.

    Noi non vogliamo gli inceneritori, non nel nostro cortile almeno, quelli che abbiamo non li facciamo funzionare a regime perché continuiamo a conferire in discarica il “tale e quale”, ovvero “monnezza-non-trattata”, e intanto la Campania è punteggiata di incendi tossici di rifiuti – anche quelli speciali, ad altissimo rischio. E poi dice che non ci sono soldi per realizzare il registro dei tumori, costa troppo! E quanto costano le cure oncologiche? Circa dieci volte di più.

    Volevamo introdurre il sistema di tracciabilità dei rifiuti da smaltire – scatola nera sui camion, videosorveglianza, firma elettronica e documentazione su usb per ogni azienda o ente, per certificare il percorso della propria spazzatura… che fine ha fatto? Tutto fermo, almeno per adesso.

    Una sola cosa è certa: in Italia lo smaltimento dei rifiuti è un affare da milioni di euro, la “monnezza” è oro, e chi ci guadagna? Naturalmente, la criminalità organizzata.

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