Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • E’ difficile, ma non impossibile.

    Si può cominciare a cambiare il mondo andando a fare la spesa. Davanti alle scelte che ci vengono offerte dai mercati locali, e ora anche da alcuni supermercati, tutto quello che compriamo, e cuciniamo e quanto mangiamo, può fare la differenza. E può farla sempre di più.

    Certo ci vogliono attenzione, sensibilità e senso di responsabilità, ma si fa strada da alcuni anni la coscienza che il mondo è un luogo unico dove tutti hanno il diritto di vivere bene, e di mangiare, e di mangiare cose buone, di coltivare la terra con metodi che le restituiscano vigore, invece di renderla ogni anno più sterile.

    Ecco, se questo avviene nel nostro paese, tra le mille difficoltà economiche che conosciamo e che ogni giorno ci ripetiamo, è anche grazie a Terra Madre, la manifestazione che mette insieme agricoltori da tutto il mondo, piccoli coltivatori di luoghi sperduti e preziosissimi, e li fa conoscere al grande pubblico del Salone del Gusto di Torino.

    Certo, assaggiare le specialità etniche è comunque un’esperienza gratificante per il palato e può essere anche vissuta come una curiosità, qualcosa di originale, e può diventare una moda. Poi, quando si chiudono i padiglioni del Lingotto, tutti tornano ai propri posti.

    E invece no. Qualcosa cambia. Può cambiare se solo ci pensiamo. Non è vuoto buonismo, e neppure si tratta di una scelta economicamente incompatibile con le condizioni medie della popolazione italiana.

    Se proviamo a mangiare un po’ di meno, e però a selezionare i cibi del nostro territorio, ci abituiamo a sostenere le aziende che lavorano bene e facciamo anche meno acquisti, ma scegliendo meglio cosa mettere nel carrello, alla fine il saldo sarà invariato, nei nostri personali bilanci, e anzi avremo guadagnato qualcosa: una maggiore attenzione verso il nostro territorio, e anche verso noi stessi.

    Buon appetito!

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