Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • I commercianti denunciano un preoccupante calo dei consumi, più del tre per cento nell’ultimo anno. Vuol dire che molti negozi chiudono, e con loro si ferma una parte dell’economia del nostro Paese. Ma vuol dire anche quello che sappiamo tutti, ormai, e cioè che siamo più poveri, che i prezzi possono anche aumentare, e difatti aumentano, mentre il valore dei nostri guadagni non si rivaluta alla stessa velocità.

    Con questo quadro di riferimento, vi sembra strano non sentire il bisogno di comprarsi un nuovo cappotto, ora che i primi freddi sono finalmente arrivati? Vi sembra strano che qualsiasi cosa possano offrire le vetrine, dopo un’attrazione iniziale, e una certa curiosità,  il pensiero corra ai saldi? Tanto, mancano un paio di mesi…

    Dite la verità, anche voi ultimamente tendete a “fare shopping nell’armadio”?

    Il fatto è che ogni famiglia ha messo al primo posto le cose essenziali, per necessità non ci si concede un extra e solo il pensiero di una spesa imprevista può fare paura, quando innanzitutto bisogna pensare ai figli, ai nipoti, ai genitori anziani… per questo abbiamo smesso di desiderare le cose che non possiamo avere, e in generale di sperare, per questo l’indice di felicità nazionale misurato recentemente con un’indagine a campione risulta basso. E la maggioranza delle persone confessa di passare più tempo sul divano, davanti alla tivù a cambiare canale.

    E’ un’immagine di desolazione, quella di una società che era forse cresciuta troppo, senza avere le radici ben salde in un sistema economico forte, aveva speso più di quanto poteva, e ora, dolorosamente si va ridimensionando. Mentre sappiamo chi sta pagando i prezzi alti, e sono i piccoli, i poveri, consumatori e anche i negozianti con pochi mezzi, non riusciamo a immaginare se riprenderemo a sperare, non vediamo un domani. Peggio, non sappiamo dire quale forma il futuro potrebbe avere.

    Forse le piccole imprese che nascono in questi mesi, di servizi alla persona, di riparazioni, di assistenza informatica, di trasporti, sono una prima risposta. Intercettano alcune delle esigenze che non vengono adeguatamente soddisfatte dal pubblico, e le spostano nel privato. La domanda è: ce la faranno a resistere? E noi, torneremo a sperare?

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