Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Ci sono alcune cose che si disciplinano solo in via generale, poi ce ne sono altre che si fanno. In quale di questi due casi rientra la riduzione delle province italiane? Si tratta di tagliare 36 capoluoghi di provincia, nelle regioni a statuto ordinario, accorpando le amministrazioni.

    Ora, per capirsi, non è che gli uffici provinciali chiuderanno e i dipendenti finiranno per strada. Più probabilmente le funzioni saranno ripartite diversamente, per ottenere un risparmio di fondi, e uno snellimento burocratico.

    Chi dovrà seguire la transizione? Gli attuali presidenti di provincia, le stesse persone che finora hanno governato, si trasformeranno in commissari, per gestire il passaggio al nuovo sistema.

    Nessuno è perfetto, e anche questo sistema risente di una serie di incastri burocratico-politico-giudiziari. Ci sono di mezzo alcuni ricorsi al Tar, e al Consiglio di Stato, da parte di enti che si oppongono all’accorpamento, e ci sono le province che rientrano nelle regioni a statuto speciale, le quali devono rispettare una scadenza diversa, ma nei fatti decidono per conto proprio.  La Sardegna ha già ridotto il numero delle province, nulla è accaduto in Sicilia.

    Poi c’è la questione delle regole, in tanti settori ogni provincia aveva le sue, e questo riordino generale scatena anche dei problemi pratici, che dovranno essere disciplinati…

    E voi? Il riordino vi tocca direttamente? Dite la verità, siete dispiaciuti di perdere la dignità di provincia? Vi state chiedendo cosa cambierà nelle vostre vite, nel quotidiano? Questo non possiamo dirlo, per il momento. Prima bisogna vedere che fine farà l’ipotesi di riforma….

    Comments

    comments

  • Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.
  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Calendario