Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Avete notato quanto va di moda il miele, da qualche anno a questa parte? Lo troviamo in bustine sui banconi dei bar, se vogliamo atteggiarci a esperti gourmet lo proponiamo noi stessi agli amici in abbinamento ai formaggi, alla fine della cena, qualcuno lo aggiunge perfino al condimento dell’insalata.  Ma cosa ne sappiamo in realtà? E quanto responsabilmente scegliamo il barattolo giusto al supermercato?

    Mi ha colpito un dato diffuso da Slow Food: almeno la metà dei consumatori italiani di miele lo acquista dal produttore. Ci piace, “fa ecologico”, ci sono molti piccoli produttori che vanno giustamente sostenuti…ma è consigliabile fare attenzione ai mercatini una tantum, quelli che compaiono nelle città o nei paesi, magari la domenica, e poi spariscono per mesi.

    Magari ci facciamo affascinare da un miele senza marchio, e scambiamo il venditore per contadino apicoltore. Per noi “topi di città” è facile cadere nell’inganno, potenziato anche dalla moda del momento. Per evitare fregature, meglio scegliere i prodotti locali, ma quelli di origine controllata, oppure  bio, che recano marchi di associazioni di produttori.

    E’ bene approfondire la conoscenza del miele, per fare scelte migliori.

    Cominciamo dall’etichetta. Lì è indicata l’origine, ed è preferibile un prodotto italiano, in genere i controlli da noi sono più severi e poi è vietato per legge l’uso di medicinali, come antibiotici, che invece sono consentiti altrove – il miele straniero potrebbe conservarne le tracce. Meglio il miele fresco di quest’anno, mantiene maggiori qualità, anche se si tratta comunque di un prodotto che dura un paio di anni rispetto alla data di confezionamento. Va conservato a temperatura inferiore ai venti gradi, ben chiuso, al buio – l’ideale sarebbe una cantina, ma anche il mobile di cucina va bene, purché sia lontano da fonti di calore.

    Il miele deve cristallizzare, anzi solo tre specie – acacia, castagno e melata – non raggiungono naturalmente questo stadio. Gli altri tipi di miele, se li vedete liquidi nel barattolo, potrebbero essere stati riscaldati, per venire incontro ai gusti dei consumatori. Dovete anche sapere però che più un miele è cristallino più contiene glucosio, e che a maggiore contenuto di fruttosio corrisponde un prodotto più liquido – quindi, per dirla semplicemente, quello cristallino fa ingrassare di più, se lo preferite potete ridurre la dose rispetto a quello liquido.

    Come dolcificante al bar il miele è migliore dello zucchero, raffinato o di canna, perché  ha un indice glicemico più basso. Se poi siete dei tipi sportivi, potete consumarne un po’ di più, vi darà energia!

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