Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Sembra incredibile. In un paese dove le riforme del diritto di famiglia impiegano secoli per essere approvate, il Parlamento è riuscito a votare una nuova legge, che equipara tutti i figli, quelli nati da genitori coniugati, e gli altri, quelli che una odiosa abitudine lessicale erano stati definiti per anni “figli naturali”. Persone che si sono sentite sempre discriminate, ora finalmente hanno gli stessi diritti nella loro condizione di figli e gli stessi legami verso gli altri familiari: in termini di parentela, e di eredità, non sono in relazione coi soli genitori ma anche con tutti gli altri: zii, nonni, e fratelli.

    In concreto  non è un cambiamento radicale, perché era già avvenuto in questo campo, come in altri, che i casi particolari avessero chiesto e ottenuto tutela dal giudice. Alla fine la Corte Costituzionale aveva sanato situazioni davvero incresciose…

    Ma il valore simbolico del provvedimento è forte.

    I figli so’ figli, e so tutti uguali – gridava Filumena Marturano nella commedia di Eduardo De Filippo. Lì i figli erano tre, di madre certa ma di dubbia paternità. Ed era qualcosa di socialmente riprovato, fino a tempi recenti, qualcosa da tenere nascosto. E come problema sociale venivano considerate le questioni legate ai figli nati fuori dal matrimonio, tanto è vero che la competenza era stata attribuita al Tribunale dei Minorenni. Il fatto che la nuova legge trasferisca tutto al Tribunale Ordinario, anche questo è un simbolo forte. Di normalità.

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