Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Ne abbiamo parlato più di un anno fa. Nel frattempo i compro oro hanno continuato la loro espansione, nei quartieri delle nostre città. Oggi sono ventottomila in tutta Italia. Certo la crisi è più dura, e le famiglie si vendono anche quel poco che resta dei gioielli di casa. Lo fanno soprattutto per evitare di chiedere prestiti in banca, per avere soldi senza dover affrontare procedure complicate. Prima di arrivare dall’usuraio si va al banco dei pegni ufficiale, oppure si vende l’oro.

    Anche le persone con minori difficoltà economiche, che sono ugualmente in cerca di liquidità immediata, vanno a vendere qualche oggetto prezioso per ottenere subito contanti.

    I rischi di raggiro sono concreti, quindi attenzione al peso, al prezzo esposto dal compratore, al confronto tra oro puro e oro di oreficeria, che vale meno, alla convenienza rispetto ad altri operatori sul mercato, in una parola all’affidabilità. Ideale sarebbe un banco metalli, invece di un generico compro oro. Il banco metalli deve essere autorizzato dalla Banca d’Italia, e iscritto in un albo. Comunque, se al momento dell’acquisto non vi viene richiesto né il documento, e neppure il codice fiscale, allora siete autorizzati a insospettirvi sulla serietà del compratore.

    Infine, non abbiate paura, e non pensate di essere più furbi e di sfuggire all’erario evitando di chiedere la ricevuta. Non ci sono vantaggi fiscali particolari se la transazione non viene registrata, quindi pretendete sempre un documento che certifichi l’operazione di compravendita. In caso contrario, anche voi venditori di preziosi potreste essere fatti oggetto di sanzioni.

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