Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Indovinate chi paga, quando si tratta di bolletta del gas? Il costo della materia prima si è ridotto, ma le nostre bollette non faranno altrettanto, anzi già sappiamo dall’Autorità per l’Energia quanto dovremo pagare nel 2013. Sarà l’1,7% in più per il gas.

    Ora, in bolletta pesano molto le tasse, e poi il gas si usa anche per produrre elettricità, inoltre paghiamo gli incentivi alle fonti rinnovabili, gli oneri di sistema, ovvero i costi fissi degli impianti, che restano sempre quelli anche quando il consumo cala, perché i tubi sono fatti per andare a “tutto gas” – è il caso di dirlo – ossia per reggere anche domande maggiori del mercato.

    E però, ancora non basta, tutto questo, a giustificare il fatto che il costo della materia prima scende, e invece noi subiamo un nuovo rincaro. Cosa c’è da cambiare nel sistema? Per esempio, possiamo puntare sul risparmio energetico, cioè contenere i consumi per pagare meno.

    Ma non basta ancora, in realtà ci sono i contratti negoziati tra chi ci vende l’energia e i distributori della materia prima, e si basano su un impegno a pagare in ogni caso, anche quando il consumo diminuisce, una certa cifra, per garantire ricavi costanti. Quindi i distributori non si assumono i rischi.

    Intanto la situazione internazionale sta cambiando, gli Stati Uniti sono diventati autosufficienti per quanto riguarda il fabbisogno di gas, addirittura lo esportano, ma noi non ci adeguiamo alle novità se non in minima parte. In effetti c’è allo studio un nuovo metodo di calcolo del prezzo dell’energia, che contenga un riferimento – seppur minimo –  al libero mercato….cosa che avviene già in altri paesi europei. Ma rischiamo di doverci caricare, sulle nostre bollette, il costo di un’assicurazione obbligatoria, che copra da eventuali rischi del mercato. Copra chi? I venditori, leggi Eni.

    Per adesso, aspettatevi altri aumenti. Finora non si sono messi d’accordo. E noi paghiamo.

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