Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • C’è una novità nelle scuole italiane, potenzialmente un segno di innovazione, che però in qualche modo è anche un segno rilevatore della nostra arretratezza.

    Tutto è cominciato il 21 gennaio, è scattato l’obbligo di iscrivere i propri figli on line, senza andare di persona nell’istituto scelto. Prima della partenza di questo esperimento si è detto di tutto. Si è parlato soprattutto della scarsa velocità di connessione, della impreparazione strutturale del paese a una simile innovazione, per mancanza di sufficienti autostrade telematiche.

    E invece, più di ogni cosa ha potuto la mancanza di fiducia, lo scetticismo nazionale. E su cosa si è appuntata stavolta la paura, tutta italiana, di beccare la fregatura? Sulla necessità di fornire un indirizzo di posta elettronica al Ministero dell’Istruzione, per consentire l’invio di una mail con i codici di accesso per completare l’iscrizione.

    “Non abbiamo un computer”, “non abbiamo una casella mail”, questi erano i motivi addotti da alcuni genitori…. addirittura i licei si sono fatti garanti, offrendo alle famiglie la propria posta elettronica per poter ricevere i codici per l’iscrizione.

    Eh sì, anche questo è il nostro paese, l’Italia che espone la vita privata on line, nella vetrina di Facebook e poi non si fida di un contatto diretto, via email con un ufficio statale… pensate un po’…

    Comunque, le iscrizioni andranno avanti. Le scuole hanno aderito quasi al completo. E le famiglie? Superato l’iniziale scetticismo è iniziata la corsa ai primi posti, come avveniva nel vecchio mondo –  quello analogico – quando i genitori passavano le notti in macchina per essere pronti al momento dell’apertura, e conquistare i posti migliori per i propri figlioli. Ecco, non è così, nell’iscrizione digitale la tempestività non è un vantaggio. Tutte le domande ricevute entro il 28 febbraio saranno analizzate in base ad altri criteri, come la residenza, la presenza di fratelli o sorelle nello stesso istituto….

    I primi giorni sono stati più difficili, con il sistema intasato dalla corsa all’iscrizione, adesso  il ministero sta adeguando il sito.

    Una volta a regime, sarà uno snellimento delle procedure burocratiche, certo non risolverà miracolosamente i problemi della scuola italiana.

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