Fuori Tg - Fuori pagina

di Maria Rosaria De Medici

  • Diciamo che le cose vanno male. E lo sappiamo tutti ormai, da tempo. Non c’è attenzione per il nostro patrimonio culturale, e in generale per il territorio italiano. Le strade, i monumenti, i paesaggi urbani e rurali sono a rischio. Per verificarlo personalmente basta uscire di casa e guardarsi  intorno. Mancano gli interventi di manutenzione ordinaria, quelli delle aree storiche e archeologiche, e scarseggiano anche tutti gli altri, la pulizia degli argini dei fiumi, dei giardini pubblici, dei tombini che si intasano ed esplodono nei giorni di pioggia.

    Si parla da tempo dell’incuria e della mancanza di rispetto per tutto quanto chiamiamo bene comune, una definizione oggi alla moda anche nei dibattiti politici. Potete trovare articoli, post, interventi di vario genere in rete, in televisione, sui giornali. Sono usciti alcuni libri sull’argomento, di recente. Insomma siamo già consapevoli delle fragilità del nostro paese, non abbiamo bisogno di aspettare i crolli, le inondazioni, le alluvioni, i terremoti per scoprire come stanno le cose.

    Ora, possiamo assumere diversi atteggiamenti di fronte a questa situazione: abbiamo la possibilità di  lamentarci, e ne avremmo diritto, perché paghiamo le tasse e nonostante tutto riceviamo in cambio servizi scarsi, assistiamo agli scandali della corruzione pubblica, e constatiamo che i beni di interesse generale, in teoria disponibili per tutti, continuano ad essere in pessimo stato.

    Possiamo reagire anche in modo diverso, rimboccarci le maniche e darci da fare. Questa è la strada che hanno scelto di seguire centinaia di migliaia di persone in Italia, persone di cui non si parla di solito, perché sono cittadini normali, come tutti noi potremmo essere. Quello che fanno risulta eccezionale in un paese come il nostro dove il senso civico è così in ribasso.

    Piccoli gruppi di cittadini si prendono cura insieme di piccoli appezzamenti di terreno, creano giardini condivisi, ripuliscono le antiche mura delle città, lottano contro l’avanzata del cemento e a difesa di monumenti. E noialtri? E’ come se non ci fossimo accorti di quello che ci stanno portando via, insieme ai beni comuni. Si tratta della nostra dignità di cittadini di una democrazia. I beni  disposizione di tutti sono proprio  nostri, di ciascuno di noi.

    Immaginiamo di aver affidato la gestione di qualcosa a cui teniamo molto ad amministratori che non riescono a fare il proprio lavoro, per disinteresse, incapacità, mancanza di soldi, corruzione… quando ci accorgiamo che il sistema non funziona, dobbiamo riparare in fretta, e allora? E allora interveniamo,  e affianchiamo l’amministrazione nella gestione della nostra preziosa proprietà.

    L’azione dei cittadini a difesa dei beni comuni è garantita dalla Costituzione: all’articolo 118, le attività di interesse generale vengono sostenute dallo Stato….“Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà”.

    Vuol dire che le istituzioni devono sostenere l’intervento di cittadini attivi, per la protezione di ciò che appartiene a tutti.

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